Il netto beneficio dell'assunzione di acido acetilsalicilico a sostegno della gravidanza non è del tutto conosciuto, tuttavia il trattamento può essere di aiuto nel ridurre la maggior frequenza di complicanze gestazionali in determinati casi.
Una domanda di: Teresa Scrivo per chiedere una delucidazione relativa al farmaco cardirene in gravidanza. Io sono alla 6^ settimana della mia prima gravidanza e la mia ginecologa ha ritenuto opportuno prescrivermelo da subito per motivi preventivi. Mi ha spiegato che molto spesso si arriva alla 12^ settimana a dover ricorrervi comunque e in modo precipitoso dovendo poi sottoporsi a doppia dose. Sono molto spaventata perché è un farmaco nuovo e non so che effetti può avere su di me e sul feto. Grazie in anticipo per la risposta.
Augusto Enrico Semprini
Cara Teresa,
tuttora non vi è una chiara evidenza di utilità di basse dosi di acido acetilsalicilico da 50 a 100 mg per ridurre la possibilità di malfunzionamento placentare.
In genere si riserva questo trattamento a donne che sotto il profilo statistico hanno un maggior rischio di complicanze, quali lo sviluppo fetale o ipertensione arteriosa indotta da gravidanza.
Io lo prescrivo quando ho una storia ostetrica sfavorevole, come pregressi aborti o in pazienti che hanno più di 35 anni e sono alla prima gravidanza oppure che hanno concepito tramite tecnologia riproduttiva.
Spiego alle pazienti che il netto beneficio di questo trattamento farmacologico non è del tutto conosciuto, ma può essere di aiuto nel ridurre la maggior frequenza di complicanze gestazionali che la loro storia riproduttiva contempla.
Non deve avere questo timore nell'assumere il farmaco che ad oggi non ha mai dimostrato effetti collaterali e sarei un pochino meno preoccupato della sua curante (come doppia dose dopo la 12 settimana) perché nel generale miglioramento degli esiti riproduttivi grazie a una migliore assistenza medica che le gestanti ricevono è difficile valutare il netto beneficio dell'uso di questo farmaco.
Può essere un investimento utile per la paziente così come potrebbe essere privo di vantaggi ma per fortuna anche di significativi effetti collaterali.
Un buon colloquio con la sua curante può chiarire gli ultimi dubbi così deciderà se assumerlo senza inutili preoccupazioni
Un saluto cordiale.
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