Cardirene a inizio gravidanza: serve davvero?

A cura di Augusto Enrico Semprini - Professore specialista in Ginecologia Pubblicato il 06/03/2025 Aggiornato il 26/02/2026

Il netto beneficio dell'assunzione di acido acetilsalicilico a sostegno della gravidanza non è del tutto conosciuto, tuttavia il trattamento può essere di aiuto nel ridurre la maggior frequenza di complicanze gestazionali in determinati casi.

Una domanda di: Teresa
Scrivo per chiedere una delucidazione relativa al farmaco cardirene in gravidanza. Io sono alla 6^ settimana della mia prima gravidanza e la mia ginecologa ha ritenuto opportuno prescrivermelo da subito per motivi preventivi. Mi ha spiegato che molto spesso si arriva alla 12^ settimana a dover ricorrervi comunque e in modo precipitoso dovendo poi sottoporsi a doppia dose. Sono molto spaventata perché è un farmaco nuovo e non so che effetti può avere su di me e sul feto. Grazie in anticipo per la risposta.

Augusto Enrico Semprini
Augusto Enrico Semprini

Cara Teresa,
tuttora non vi è una chiara evidenza di utilità di basse dosi di acido acetilsalicilico da 50 a 100 mg per ridurre la possibilità di malfunzionamento placentare.
In genere si riserva questo trattamento a donne che sotto il profilo statistico hanno un maggior rischio di complicanze, quali lo sviluppo fetale o ipertensione arteriosa indotta da gravidanza.
Io lo prescrivo quando ho una storia ostetrica sfavorevole, come pregressi aborti o in pazienti che hanno più di 35 anni e sono alla prima gravidanza oppure che hanno concepito tramite tecnologia riproduttiva.
Spiego alle pazienti che il netto beneficio di questo trattamento farmacologico non è del tutto conosciuto, ma può essere di aiuto nel ridurre la maggior frequenza di complicanze gestazionali che la loro storia riproduttiva contempla.
Non deve avere questo timore nell'assumere il farmaco che ad oggi non ha mai dimostrato effetti collaterali e sarei un pochino meno preoccupato della sua curante (come doppia dose dopo la 12 settimana) perché nel generale miglioramento degli esiti riproduttivi grazie a una migliore assistenza medica che le gestanti ricevono è difficile valutare il netto beneficio dell'uso di questo farmaco.
Può essere un investimento utile per la paziente così come potrebbe essere privo di vantaggi ma per fortuna anche di significativi effetti collaterali.
Un buon colloquio con la sua curante può chiarire gli ultimi dubbi così deciderà se assumerlo senza inutili preoccupazioni
Un saluto cordiale.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Sanguinamento abbondante dopo un aborto spontaneo: serve il Tranex?

12/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Nell'attesa di assumere eventualmente un farmaco antiemorragico si può provare a limitare il sanguinamento applicando sul ventre una borsa del ghiaccio.   »

Ridatazione ecografica della gravidanza: è corretta?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

L'ecografia data la gravidanza nella maniera più precisa possibile, tuttavia la ridatazione non si fa neppure se la differenza con il calcolo ostetrico non va oltre una settimana.   »

Camera gestazionale vuota in sesta settimana: è necessario fare subito il raschiamento?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non c'è alcun bisogno di sottoporsi al raschiamento immediatamente dopo aver appurato che probabilmente la gravidanza si è interrotta. Se si desidera attendere alcuni giorni per avere l'assoluta certezza della situazione lo si può fare senza correre alcun rischio.   »

Lavande vaginali in gravidanza: sì o no?

04/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Francesco De Seta

L'utilità delle lavande vaginali è a tutt'oggi controversa, tuttavia uno specialista "da remoto" non può entrare nel merito della prescrizione fatta dal ginecologo curante che, se le ha consigliate, evidentemente ha ben valutato pro e contro.   »

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Le domande della settimana

Benzodiazepine in allattamento: si possono assumere?

16/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Una neomamma che soffre di attacchi d'ansia è giusto che affronti un trattamento che le consenta di accudire il suo bambino nel migliore dei modi possibili.   »

Ho 47 anni e non li dimostro: potrò avere un figlio?

16/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A 47 anni dare inizio a una gravidanza spontanea, portarla a termine e partorire un figlio sano sarebbe veramente un evento di portata eccezionale, su cui è opportuno non fare troppo conto per evitare una forte delusione.   »

Cervice accorciata: cosa fare?

12/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

In caso di cervice accorciata, il ginecologo curante può prendere in considerazione il cerchiaggio. Comunque, il riposo stretto a letto oltre a non servire può esporre a rischi.   »

Rimanere incinta con una sola tuba pervia si può?

02/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Concepire con una sola tuba aperta è possibile, a meno che anche questa non sia interessata da un'alterazione funzionale (eventualità che non è possibile stabilire).   »

Fai la tua domanda agli specialisti