In gravidanza, assumere aspirina a basso dosaggio non solo non espone a rischi per il bambino, ma protegge anche da alcune pericolose eventualità: la preclampsia e il ritardo della crescita fetale.
Una domanda di: Francesca Buongiorno,
vi scrivo in merito ad un dubbio relativo all’assunzione durante la gravidanza di Cardirene 160 mg.
Sono a 12+2 giorni di gravidanza e settimana scorsa ho effettuato translucenza e test per identificare rischio preeclampsia: prima delle 34
rischio 1:30, prima delle 37 rischio 1:13, restrizione crescita fetale prima delle 37 1:56. Il ginecologo mi ha indicato assunzione Cardirene fino alla
36 sett, ma ho paura (leggendo il bugiardino del farmaco) che questo possa nuocere al feto/bimbo.
Lei cosa mi consiglia?
Grazie mille!
Antonio Clavenna
Gentile Francesca,
gli studi sull’uso in gravidanza di aspirina a basso dosaggio (Cardirene) come farmaco antiaggregante non documentano un aumento dei rischi per il feto.
Al contrario, in alcuni casi (per esempio quando c’è un aumento dell’aggregazione delle piastrine) l’aspirina a basse dosi riduce i rischi per lo sviluppo del feto.
Da quando mi sembra di capire dalla sua richiesta il ginecologo ritiene che lei abbia un rischio aumentato di sviluppare preclampsia e di ritardo nella crescita intrauterina e l’aspirina a basse dosi è utile nella prevenzione di queste due patologie. Cordiali saluti.
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