Gli studi effettuati sull'assunzione in gravidanza di acido acetilsalicilico a basse dosi non hanno evidenziato alcun rischio per il feto.
Una domanda di: Valentina Sono a 22 settimane e due giorni. Peso 99 kg. Pressione 120/90. Giorno 13 settembre ho fatto la morfologica e mi hanno detto che tutto andava bene
e le misure erano giuste.Oggi sono andata dalla mia ginecologa e mi ha detto che l’arteria uterina
destra è presente una incisione. Lei ha usato parole difficili e non ho capito cosa mi ha detto, anche per un po di shock. Adesso devo prendere
cardiorene 150 e vitamine d3. Cosa significa avere questa cosa per il bimbo? La paura che non può sopravvivere? Ed ho letto nel foglio illustrativo che
non è indicato di prenderlo prima delle 24 settimane o c’è rischio di morte prematura.
Antonio Clavenna
Gentile Valentina,
non ci sono particolari controindicazioni alla terapia farmacologica che le è stata prescritta.
Gli studi sull’uso in gravidanza di aspirina (acido acetilsalicilico) a basse dosi, come nel caso del Cardirene, non indicano un aumento dei rischi per lo sviluppo del feto. Al contrario, nelle situazioni in cui è presente un maggior rischio che si formino piccoli trombi nei vasi sanguigni questo farmaco può avere un beneficio anche per il feto, oltre che per la mamma. Le consiglio di approfondire i suoi dubbi con la ginecologa. Non conoscendo la situazione, purtroppo non sono in grado di fornire un parere. È possibile che la ginecologa ritenga che ci sia un rischio aumentato di ridotta crescita del feto oppure di una patología della gravidanza chiamata gestosi.
Ma solo la ginecologa può fornire chiarimenti: non si faccia scrupoli a chiederli. Cordiali saluti.
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