Cardirene: le donne incinte di 40 anni devono per forza assumerlo?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 21/11/2023 Aggiornato il 06/03/2026

Posto che le ragioni di una prescrizione vanno richieste al medico che l'ha effettuata, è senz'altro possibile che in caso di gravidanza in età avanzata, anche senza particolari fattori di rischio, venga indicato l'uso dell'aspirinetta (il Cardirene) per giocare d'anticipo sull'eventuale comparsa di problemi che potrebbero interferire sul buon andamento della gestazione.

Una domanda di: Giulia
Scrivo perché ho un grosso dubbio. Sono incinta, alla 15^ settimana. Dal ginecologo che mi segue mi è stato prescritto il cardirene, 75mg al giorno, questo come prevenzione. Ho 40 anni e sono alla prima gravidanza, nessun precedente aborto spontaneo, nessuna malattia o precedenti simili in famiglia, no problemi di pressione e o peso…esami del sangue ok (preciso che non ho fatto nessun test sulla preeclampsia). Capisco che l’età possa incidere, ma solo per l’età dovrei assumere il medicinale? Ne ho riparlato con il ginecologo ma lui ribadisce il suo parere/consiglio. Vorrei sapere se anche secondo lei sia utile e raccomandato nel mio caso (anche perché finora ho letto solo di donne che prendono questo farmaco per problemi antecedenti). La ringrazio e la saluto cordialmente.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, in effetti il collega le ha prescritto una terapia su cui io temo di non potermi espremere più di tanto non avendo tutti gli elementi necessari per capire se sia indicata o meno nel suo caso specifico. Lei in apparenza non ha fattori di rischio che richiedano l’impiego di acido acetil-salicilico (questo è il nome del principio attivo del Cardirene). Non ha avuto aborti spontanei pregressi, non ha alterazioni note a carico della coagulazione del sangue o storia personale o familiare di eventi tromboembolici. Magari ha effettuato nel primo trimestre l’ecografia per traslucenza nucale abbinata al bi-test? Potrebbe essere che l’esito del bitest abbia influito sulla scelta del collega di prescriverle questo farmaco. Magari fuma? Immagino di no e potrebbe darsi quindi che l’unica ragione della prescrizione risieda proprio nella sua età già avanzata per una prima gravidanza. Può essere che il collega abbia preferito “giocare d’anticipo” e darle questo trattamento per migliorare al massimo gli scambi mamma-bimbo a livello placentare, prevenendo così il rischio di IUGR ossia restrizione dell’accrescimento fetale nell’utero oppure di gestosi o preeclampsia, una malattia della gravidanza che ha alla base un difetto nello sviluppo della placenta. In ogni caso, occorre sapere che l’acido acetil-salicilico è innocuo in gravidanza se impiegato a basso dosaggio (75-100 mg/die) mentre può comportare dei rischi seri per il nascituro se assunto nel secondo e/o terzo trimestre ad alti dosaggi (ad esempio 400 mg/die) come è nel caso dell’aspirina. Nessun pericolo quindi per lei e per il suo piccolo ospite, per cui non vedo controindicazioni a proseguire il trattamento. Credo sarebbe una buona idea provare a tornare sull’argomento con il curante per avere maggiori delucidazioni e poter assumere questa terapia con più convinzione. Intanto le faccio le mie congratulazioni per questa bellissima avventura che sta vivendo: non c’è cosa più bella che diventare mamme per noi donne! Spero di averle risposto e resto a disposizione se desidera, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Inalazione di fumo durante una grigliata: ci sono rischi per il feto?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Si può escludere che aver inalato all'aperto il fumo proveniente da una grigliata possa aver causato danni al feto.   »

Eparina in 15^ settimana per affrontare un volo aereo: è normale che siano comparse gocce di sangue?

15° settimana di gravidanza di Professor Augusto Enrico Semprini

Il sanguinamento post eparina è dovuto al suo effetto anticoagulante. In genere, comunque, per affrontare un viaggio in aereo bastano le calze elastiche e due compresse di cardioaspirina (prima e dopo il volo).   »

Stipsi in gravidanza: si può usare la magnesia?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La magnesia si può utilizzare occasionalmente in caso di stitichezza conclamata, tenendo comunque presente che in gravidanza l'attività intestinale rallenta e che, se le feci non sono particolarmente dure, si può anche attendere l'evacuazione spontanea, magari aiutandosi con un microclisma.   »

Inalazione accidentale di Lysoform: ci sono pericoli per il feto?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Un'esposizione limitata alle sostanze volatili che permangno nell'aria dopo l'impiego di un detergente con effetto disinfettante è poco probabile che causi problemi al feto, a maggior ragione se la donna incinta non ha manifestato alcun sintomo.   »

Cerchiaggio: è normale sentire il filo?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Non c'è nulla di anomalo nell'avvertire la presenza del filo di nylon che serve a individuare il cerchiaggio quando è il momento di rimuoverlo.   »

Le domande della settimana

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Si può cominciare lo svezzamento a quattro mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Le linee guida indicano, come epoca corretta per l'inizio dello svezzamento, i sei mesi. Di conseguenza è meglio non anticipare troppo questa data.   »

Macchie tra i dentini in un bimbo di 15 mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

In caso di discromie dello smalto si può attendere per vedere come evolve la situazione: se peggiora è consigliabile una visita ortodontica.   »

Fai la tua domanda agli specialisti