C’è relazione tra età (avanzata) dei genitori e rischio di autismo?

Dott. Leonardo Zoccante A cura di Leonardo Zoccante - Dottore specialista in Psichiatria Pubblicato il 11/01/2021 Aggiornato il 27/05/2025

Non è ancora chiara l'origine di un Disturbo dello spettro autistico, tuttavia sono stati identificati alcuni fattori predisponenti tra cui si ipotizza potrebbe esserci l'età paterna avanzata.

Una domanda di: Silvia
Buongiorno,
scrivo per chiedere conferma o smentita della correlazione tra l’età dei
genitori e autismo nei loro figli. Ho 41 anni e il mio compagno 60, stiamo
valutando se affrontare una gravidanza, ma temiamo i rischi correlati;
quello che tra questi ci spaventa di più è l’autismo, perché non
diagnosticabile. Vorremo quindi sapere se è vero che la nostra età e la
reciproca ampia differenza può essere uno dei fattori favorenti. E quindi
se è un azzardo procedere in una gravidanza.
Grazie.

Leonardo Zoccante
Leonardo Zoccante

Gentile Signora Silvia,
i Disturbi dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorders, spesso abbreviati in ASD) rappresentano condizioni di sviluppo atipico con particolare compromissione nelle funzioni di gioco, di comunicazione e nelle abilità di interazione sociale; interessano generalmente l’1% dei nuovi nati. Come del resto accade per molti altri disturbi neurologici dell’infanzia, anche degli ASD non è ancora chiara l’eziologia. Si annoverano tuttavia alcuni fattori predisponenti che possono essere alla base di una più alta probabilità di insorgenza del disturbo in età evolutiva: si tratta di fattori che sono stati a più riprese identificati, ad esempio, nella prematurità alla nascita e nell’inquinamento ambientale. Recentemente in letteratura si è dibattuto sul possibile ruolo giocato dall’età dei genitori al momento del concepimento, in particolare quando sia superata l’età dei 40 anni. In passato erano già state poste correlazioni tra l’avanzamento dell’età materna in particolare e la prevalenza di disturbi neurologici in età pediatrica. Sembrerebbe infatti che, al procedere dell’età dei genitori, possa associarsi un rischio di alterazioni a carico di alcuni geni in relazione al fenomeno della “senescenza telomerica”, vale a dire il progressivo accorciamento delle estremità cromosomiche. In relazione al quesito da Lei posto, esistono alcuni studi scientifici che attribuiscono a tal proposito all’età paterna avanzata un maggior contributo alla suscettibilità individuale. Questo però non esclude che le atipicità di sviluppo, compresi i Disturbi dello Spettro Autistico, possano verificarsi anche in famiglie con genitori giovani. Non essendo ancora noti tutti i fattori che concorrono a modificare il rischio individuale del nascituro, da alcuni anni l’Istituto Superiore di Sanità ha istituito un network di centri italiani dedicati alla valutazione dei profili di sviluppo già a partire dai primi mesi di vita. Questo consente il monitoraggio delle popolazioni maggiormente a rischio e, nel caso di comparsa di segni riconducibili ad un Disturbo dello Spettro Autistico, di formulare diagnosi molto precoci e di indirizzare correttamente le famiglie, in modo da contenere il più possibile gli effetti disabilitanti del disturbo, permettendo così ad una coppia in età avanzata come Lei e il suo compagno di affrontare con maggior serenità questo importante passo. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Piccolissima che non “aggancia lo sguardo”

Sviluppo di Dottoressa Angela Raimo

Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita.   »

Bimba di 4 mesi che sfugge lo sguardo: come capire se qualcosa non va?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando si ha il sospetto che il proprio bambino sia colpito da un disturbo del neuro-sviluppo è opportuno valutare con il pediatra curante l'opportunità di chiedere il parere di un neuropsichiatra infantile.   »

Dubbio che il bambino sia autistico

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Se i neuropsichiatri infantili consultati escludono che il bambino sia interessato da un disturbo dello spettro autistico ma, nonostante questo, si continua a temere che ne sia colpito diventa opportuno indagare sulle origini delle proprie paure infondate.   »

Bimbo di sei mesi che sfugge lo sguardo: può essere autismo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Quando si ha il sospetto che certi atteggiamenti del proprio bambino esprimano la presenza di un disturbo dello spettro autistico è bene innanzi tutto confrontarsi con il pediatra curante e poi, anche in base al suo parere, rivolgersi a un neuropsichiatra infantile.   »

Autismo e comportamenti poco gestibili: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Per avere suggerimenti su come gestire i comportamenti difficili di un bambino di sei anni con disturbo dello spettro autistico occorre innanzi tutto rivolgersi a un neuropsichiatra infantile "in presenza".  »

Le domande della settimana

Voglio il terzo figlio, ma mio marito non è d’accordo

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non si può obbligare un uomo a diventare nuovamente papà, però ci sono argomentazioni che possono favorire la possibilità che cambi idea.  »

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Nausea e vomito spariti: è un brutto segno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto.   »

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Fai la tua domanda agli specialisti