C’è un calmante compatibile con l’allattamento che possa alleviare un grosso dispiacere?

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 12/04/2024 Aggiornato il 05/03/2026

A fronte di una circostanza oggettivamente dolorosa è normale provare dispiacere: purtroppo i sentimenti negativi fanno parte della vita e nessuna medicina può impedire di provarli.

Una domanda di: Meggy
Salve, sono una ragazza di 29 mamma di una bambina di 3 anni e di un’altra di 8 mesi che ancora allatto, a seguito di accertamenti fatti da mio padre di 65 anni che si è ritrovato con una massa nel colon e un’altra di 5 cm nel polmone con alcuni noduli di 1 e 2 cm (deve ancora fare visita oncologica) abbiamo visto solo i risultati della TC, sono molto preoccupata in quanto a parte sintomi tipo dolori alla pancia non aveva nulla che potesse ricondurre ai polmoni e mio nonno che però era un accanito fumatore è morto proprio di cancro ai polmoni a 77 anni… sto vivendo in uno stato di ansia la sera dormo poco e sono angosciata e nervosa… questo non è il massimo e vorrei non far pesare questa situazione alle mie bimbe per cui esiste qualcosa che può aiutarmi e che può essere compatibile con l’allattamento? Magari qualcosa che può aiutare anche la mia mamma di 69 anni in questo momento difficile che già soffre di depressione ma malgrado questo cerca sempre di essere forte e attiva…

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara Meggy, premetto che mi dispiace davvero per suo padre e per il brutto momento che sta passando la sua famiglia. Detto questo, vorrei ricordare che la vita è fatta anche di momenti poco felici e che non esiste medicina al mondo che possa alleviare l’ansia, la paura e il dispiacere che si provano quando una persona cara si ammala. Dobbiamo cioè anche imparare che a fronte di una circostanza oggettivamente critica è normale trovarsi alle prese con sentimenti negativi, bisogna accettarlo e cercare di dominarli, concentrandosi su pensieri positivi. Le cure ci sono, dal tumore spesso si guarisce, ma le malattie sono eventualità con cui in quanto essere umani dobbiamo fare i conti. Quello che sto cercando di dirle è che per non provare il dolore che sente adesso, che è normale che lei avverta, dovrebbe assumere qualcosa che la stordisca al punto da cancellare l’affetto che nutre per suo padre, che la renda indifferente verso quanto gli sta accadendo. Posso comunque suggerirle di assumere valeriana o melissa che sono prodotti fitoterapici che male non fanno in allattamento, tanto più che la sua bambina di sicuro ormai è svezzata quindi le poppate del suo latte immagino siano in numero ridotto. Per quanto riguarda sua madre, se ha una diagnosi di depressione di certo le è stata fatta da uno psichiatra. Dovrebbe senza dubbio essere lui a prescriverle eventualmente la terapia adatta al caso, non è davvero possibile consigliare psicofarmaci a distanza, senza avere alcuna informazione sulla forma di disturbo dell’umore di cui soffre la persona. Tanto più che gli psicofarmaci si possono acquistare solo con ricetta. Cordialmente.

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