Cesareo: se si vuole fare senza ragione medica è possibile?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 27/08/2024
Aggiornato il 03/03/2026 La modalità con cui partorire va concordata con il ginecologo curante, tenendo presente che il parto cesareo è quello gravato da maggiori rischi sia per la mamma (ad esempio emorragia) che per il neonato (ad esempio ipotermia, distress respiratorio). Di conseguenza meglio ricorrervi solo se davvero necessario.
Una domanda di: Rosa
In breve le spiego la mia storia. A dicembre 2023 ho una MEF A 35 settimane,le lascio immaginare il mio stato fisico e mentale. Marzo ho la prima mancanza, gravidanza ne cercata e neanche ahimè tanto voluta visto che non ho avuto il tempo di elaborazione del mio lutto. Gravidanza trigemina inizialmente con 2 sacche separate dove in una delle due si trovava un feto “trap” e un feto “pompa” che mi hanno lasciato alla 17 esima settimana. Adesso è rimasta lei, la mia Giulia che mi porta a vivere con l’ansia perenne… La mia domanda è: ” visto il mio vissuto fisico e psicologico posso avvalermi del diritto al parto cesareo? Le giuro che non avrei la forza fisica e mentale di avere un parto naturale dopo quello che ho vissuto… Preciso che sono anche diabetica tipo 2 ma sto affrontando la gravidanza come se fossi tipo1. Grazie per la risposta.

Elisa Valmori
Salve signora,
la sua storia è veramente drammatica e mi sento inadeguata a risponderle: ogni mia risposta sarà comunque limitata e parziale.
Lei mi chiede rispetto al diritto di avvalersi del taglio cesareo e la cosa mi sembra perlomeno insolita.
Certamente esiste il taglio cesareo per richiesta materna e viene purtroppo praticato in molti centri, per quanto le linee guida raccomandino di evitarlo e di riservarlo ai casi strettamente indispensabili per ragioni mediche comprovate.
Questo si spiega non solo per contenere i costi sanitari, ma soprattutto perché il parto cesareo è quello gravato da maggiori rischi sia per la mamma (ad esempio emorragia) che per il neonato (ad esempio ipotermia, distress respiratorio).
Lei immagino sarebbe pronta a classificarsi nella eccezione che conferma la regola, dico bene?
Guardi, io credo che la modalità del suo parto vada discussa con il suo ginecologo curante, in modo da capire insieme quale sia la strada migliore per lei e per Giulia.
Teniamo anche presente un particolare: spesso noi facciamo tutti i programmi del caso e poi i figli decidono per noi la modalità del parto (uno che doveva nascere con cesareo programmato decide di nascere prima per via naturale o viceversa)…per certi versi comandano loro!
Inoltre un dato per me interessante è questo: nascono con meno complicanze dopo un taglio cesareo i bimbi le cui mamme hanno affrontato almeno in parte il travaglio del parto.
Questo perché le contrazioni uterine aiutano a “pulire” dal liquido amniotico i polmoni del piccolo e anche perché lo stress del travaglio mette in allerta il nascituro e lo rende più pronto ad adattarsi alla vita extra-uterina. Non sarà quindi fatica sprecata casomai dovesse mettersi in travaglio all’improvviso.
Spero di averle risposto, rimango a disposizione…forza e coraggio!
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
18/09/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Non stupisce che possa dare un po' di ansia la prospettiva di doversi prendere cura non più di due ma di tre bambini, tuttavia può essere tranquillizzante sapere che spessissimo le situazioni sono più difficili quando si immaginano rispetto a quando si affrontano nella realtà. »
19/12/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Non è necessario interrompere volontariamente la gravidanza nel caso in cui un precedente cesareo abbia causato conseguenze, tuttavia è bene tenere presente che affrontarla espone ad alcuni rischi. »
30/08/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Il funneling è uno svasamento del collo uterino che può essere controllato con farmaci, astensione dai rapporti sessuali, riposo parziale (che significa niente sforzi). »
17/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professoressa Anna Maria Marconi Quando manca poco al termine della gravidanza, non c'è alcun bisogno di stare a riposo per procrastinare il momento del parto: se la natura stabilisce che il bambino deve nascere, nascerà e niente potrà impedirlo. »
16/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Dopo due gravidanze in cui l'impianto è avvenuto sulla cicatrice di un precedente cesareo, prima di affrontare un'altra gestazione è opportuno effettuare alcune indagini. »
Le domande della settimana
24/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini In una donna giovane con nessun precedente trombotico, la cardioaspirina è più che sufficiente per affrontare i primi mesi di gravidanza al riparo dal rischio di trombi. »
24/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale. »
Fai la tua domanda agli specialisti