Chi è il padre del mio bambino? Si può sapere in base alle data dei rapporti?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 29/09/2023 Aggiornato il 29/09/2023

Non è possibile stabilire a tavolino quale specifico rapporto abbia portato al concepimento, quando si sono avuto più rapporti nell'arco dello stesso ciclo mestruale. Ma a prescindere da questo, se si è in dubbio su chi sia il padre del bambino in arrivo è fondamentale analizzare minuziosamente la situazione per individuare la cosa migliore da fare per il bene del minore.

Una domanda di: Stefania
Salve, questo dubbio che ho è da inizio gravidanza ma ormai siamo agli sgoccioli e mancano 20 giorni al parto. Mi sorge da quando sono rimasta incinta il dubbio di chi sia il padre. Il mio ciclo è sempre stato irregolare, dovuto a causa dell’endometriosi, il mio ultimo ciclo risale al 27 dicembre 2022 e mi finisce il 2 o il 3 gennaio non ricordo bene ora, ma comunque sempre irregolare. Nel mentre vedevo due persone, l’ultimo rapporto con una è stato il 14 gennaio, con l’altra è continuato tutti i giorni dopo. Mi hanno dato la data del concepimento che è del 20 gennaio (il giorno io ero con il secondo ragazzo) oltre e tutto siamo stati insieme molto frequente dal 16 fino al 18, poi ci siamo rivisti il 20… con l’altro è proprio dal 14 che non ci vedevamo più…la prima eco che ho fatto il 14 aprile ero di 12 settimane e 5 giorni… vorrei sapere se può essere più probabile che il padre sia il primo (con cui ho avuto l’ultimo rapporto il 14 gennaio) o il secondo con cui ho avuto rapporto 3 giorni dopo e tutti i giorni seguenti. Grazie mille.

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora Stefania, dalle origini dell’umanità è accaduto, e sempre accadrà, che un certo numero di donne, che hanno accettato e accettano di avere rapporti non protetti con più partner, coltivino in cuor loro il dubbio di chi sia realmente il genitore biologico del loro bambino. Indico il partner con questo nome perché “padre” bisogna diventarlo, con alcuni fondamentali passaggi: riconoscere il bambino “come se fosse proprio”, accompagnare la mamma ed il bambino nel percorso di genitorialità che prevede un costante impegno, condivisione, dedizione e investimento: emotivo, di tempo, di energie e sì, anche economico. Lei si trova in una situazione che è già stata vissuta da molte molte donne. Ognuna l’ha vissuta e si è orientata secondo il proprio cuore, la propria intelligenza emotiva e razionale e, si spera, secondo l’interesse e il dovere di protezione che il minore richiede. In questo complesso percorso decisionale bisogna forzatamente prendere una posizione. Ad esempio: rivelo i miei sospetti a uno o all’altro o ad entrambi i partner? Taccio e scelgo di “eleggere” un potenziale padre? Sono convinta di crescere mio figlio da sola? Mi consulto con un avvocato/medico-legale per impostare il riconoscimento genetico, l’unico definitivo e chiarificatore? Questi sono solo alcuni di una serie di importantissimi quesiti che è corretto porsi. Cercare di indovinare o immaginare o chiedere ad un genetista chi possa essere il partner è un esercizio temporaneo che deve lasciare spazio, tra pochi giorni, ad una scelta fondante. Fosse anche la scelta di riconoscere da sola il bambino e decidere successivamente. Il genetista non le serve! Anche se è proprio un genetista forense che potrebbe togliere ogni dubbio. Ma l’atto pratico dell’attestazione di paternità deve essere preceduto da una profonda, minuziosa, realistica analisi di cosa sia la situazione migliore per il bambino. In tribunale, quando si attribuisce la paternità, il bambino viene chiamato semplicemente “il minore”. Non è autonomo, infatti, anzi è l’unico impotente all’interno di un gruppo di adulti che decidono per lui. Sono convinta che sia importante che lei sia aiutata, sia sul piano personale, sia legale. Certi passi, come ad esempio il riconoscimento legale, una volta compiuti sono complessi da rivedere e eventualmente da smantellare a seguito della “verità biologica” indagata in un secondo tempo. Le sono vicina. Ma sono vicina ancora di più al suo bambino. Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti