A cura di “La Redazione”Pubblicato il 30/09/2013Aggiornato il 08/04/2025
Risponde: Dottoressa Alessia Bertocchini
Una domanda di: mapaopar Mio figlio Giovanni ha 18 mesi. Dopo qualche giorno di febbre, tosse e linfonodi ingrossati, il pediatra gli ha diagnosticato un'infezione delle vie respiratorie e gli ha prescritto ZIMOX 10 ml (2/dì). Dopo circa una settimana di trattamento antibiotico e tachipirina al bisogno (temperatura maggiore 38° C), è rimasto due giorni sfebbrato. Alla mattina successiva sono apparse, prima sulle orecchie e poi su torso e schiena, delle macchie rossastre. Ho interpellato il pediatra e mi ha detto che probabilmente si tratta della VI malattia e abbiamo interrotto la somministrazione di ZIMOX, tuttavia stasera la febbre è tornata e inoltre le macchioline si sono estese e i linfonodi si sono molto ingrossati. Mi chiedo perché alla comparsa delle macchie la febbre non sia sparita, come dovrebbe essere. Potrebbe trattarsi di una causa concomitante o di un'allergia allo Zimox? Un'altra cosa che ho notato è che Giovanni ha parecchio cerume in un orecchio: potrebbe trattarsi di otite? Le sarei grato di un parere e di un'indicazione sulle indagini/analisi da fare.
Dottoressa Alessia Bertocchini
Senza visitare il bambino sono solo degli spunti… Il decorso della sesta malattia (va bene per l'età) di solito è lievemente diverso, sopratutto per i tempi e la ricomparsa della febbre. Pure l'allergia al farmaco con ricomparsa della febbre non mi convince da sola… L'otite (se c'è) potrebbe essere causa di febbre ma non dell'eruzione cutanea… Se torna la febbre va rivalutato con una visita medica accurata, solo a quel momento il medico deciderà quali opportuni accertamenti fare, partendo, visto quanto mi scrive linfoadenopatia e rush cutaneo, con esami ematici compresa la parte infettiva. Saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
La risoluzione della linfoadenopatia può richiedere un po' di tempo, addirittura finoa tre mesi, e non è raro che i sintomi di febbre, mal di gola e difficoltà alla deglutizione si risolvano prima che i linfonodi siano tornati alle dimensioni di prima della malattia. »
Spetta al pediatra curante che ha modo di visitare il bambino stabilire la natura di un linfonodo e formulare una diagnosi sulle cause della sua comparsa. Anche, eventualmente, ricorrendo all'ecografia. »
L'ingrossamento dei linfonodi può essere la semplice risposta a un'infezione e può anche protrarsi per qualche tempo (anche alcune settimane) dopo la guarigione. »
L'ingrossamento di un linfonodo esprime la presenza di un'infezione che, se curata con l'antibiotico, in genere guarisce senza conseguenze né strascichi. »
Le cefalosporine, categoria di antibiotici a cui appartiene anche il principio attivo cefuroxima, possono essere assunte, se necessario, sia in gravidanza sia in allattamento. Con particolare attenzione alla posologia. »
Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici. »