Dagli studi effettuati è emerso che l'impiego dell'escitalopram non aumenta il pericolo di interruzione spontanea della gravidanza.
Una domanda di: Eli Le scrivo per avere un informazione in merito al Cipralex. Ne prendo 5 mg tutte le sere, ma ho sentito dire che può provocare aborti spontanei in caso di gravidanza. Volevo sapere se mi conferma questa teoria.
Grazie dell’attenzione.
Elisa Valmori
Salve cara signora, posso fortunatamente sfatare questa informazione in merito a cipralex o escitalopram. Negli studi sugli animali e nell’esperienza diretta sull’uomo questo farmaco non ha mostrato in pazienti gravide né maggior frequenza di aborto spontaneo né aumento del rischio malformativo. Per chi assuma questi farmaci in gravidanza è fondamentale mantenere un contatto regolare con il curante psichiatra, di modo da aggiustare il dosaggio della terapia nel corso dei nove mesi. La buona notizia è che alcuni farmaci della famiglia dell’escitalopram (denominati SSRI ossia Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina) sono di scelta in gravidanza e allattamento, come ad esempio la sertralina, la paroxetina e il citalopram.
Sarà importante a mio avviso non sottodosare questi farmaci: il bimbo sta bene se sta bene la mamma!
Le ricordo di assumere acido folico 1 compressa da 400 microgrammi al dì per tutto il tempo di ricerca della gravidanza e almeno il primo trimestre della stessa. A risentirla con buone nuove, cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Il fenbendazolo per uso veterinario è simile ai principi attivi antiparassitari impiegati nell'uomo, quindi è improbabile che una sola compressa assunta accidentalmente esponga il feto a rischi. »
La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »