Citomegalovirus e paura del contagio
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 26/11/2025
Aggiornato il 20/05/2026 Se, durante la gravidanza, si teme che il proprio partner sia stato contagiato dal citomegalovirus, che si trasmette anche attraverso i rapporti sessuali, può essere opportuno verificarlo attraverso un dosaggio degli anticorpi specifici.
Una domanda di: Barbara
Sono incinta di 26 settimane e ieri assieme a mio marito abbiamo visitato una coppia di amici che hanno un bambino di 11 mesi. Io risulto negativa al Citomegalovirus, quindi non ho preso in braccio o interagito con il bambino, ma il mio partner lo ha preso in braccio due volte e gli ha toccato le manine, che ho notato essere bagnate di saliva. Ho notato che poi mio marito si è toccato la bocca sovrappensiero. Mio marito non sa se è immune o meno al CMV, un contatto di questo tipo può risultare in un suo e di conseguenza mio contagio? È opportuno limitare i baci o i rapporti con mio marito finché non si possa testare? Grazie per ogni chiarimento.

Elisa Valmori
Buongiorno signora, mi pare che lei sia molto sul pezzo sul Citomegalovirus, forse fin troppo!
È vero che questo virus viene eliminato soprattutto dai bimbi piccoli attraverso i liquidi biologici (saliva, feci, urine), ma per esempio sarebbe interessante sapere se questo bimbo di 11 mesi frequenta un asilo nido oppure è a casa accudito dai nonni o dalla babysitter. Immaginando il primo caso, direi che potrebbe avere senso che suo marito effettui un dosaggio degli anticorpi per Citomegalovirus (IgG e IgM) in quanto questo renderebbe le cose più semplici e penso le farebbe apprezzare maggiormente la sua compagnia, senza timore di mettere a rischio il frutto del vostro amore (confermo che questo virus si può trasmettere anche attraverso i rapporti). Una cosa che mi sembra utile segnalare, è che come spesso accade, i bimbi piccoli sono meno sintomatici degli adulti, come se il loro sistema immunitario fosse più capace di affrontare le malattie del nostro. Un classico esempio: i bimbi reggono benissimo la febbre a differenza di noi grandi. Anche con 38 gradi di temperatura un bimbo è capace di giocare quasi come se nulla fosse. Tornando al Citomegalovirus, sono dell'idea che nella remota ipotesi che suo marito lo abbia contratto, immagino se ne accorgerebbe in quanto comincerebbe ad avere sintomi simil-influenzali (febbre, malessere generale, stanchezza, brividi, dolori muscolari…). Quanto a lei, dal momento che è recettiva per il Citomegalovirus, è indicato il monitoraggio mensile degli anticorpi IgG e IgM in modo da riconoscere tempestivamente un'eventuale sieroconversione, prendendo tutti i provvedimenti del caso in termini di ecografie e terapie.
Spero di averle risposto e soprattutto che non dobbiate rimanere nel dubbio a lungo per via di questo fugace contatto con un bambino piccolo...forza e coraggio!
cordialmente.
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