Il clomifene, che è un farmaco che favorisce l'ovulazione, è controindicato in allattamento perché passa nel latte e gli studi compiuti non sono sufficienti per garantire la sua assoluta sicurezza per il bambino.
Una domanda di: Luce Salve, ho avuto un bambino il 2022 e ho allattato per circa 2 anni, è tornato il ciclo dopo 18 mesi, adesso siamo alla ricerca della seconda gravidanza. Il ginecologo mi ha prescritto il clomid e l'ho assunto. Dopo quanto avere rapporti ? E soprattutto con il clomid si può continuare ad allattare? Grazie per la risposta.
Claudio Ivan Brambilla
Cara signora,
il clomifene, che è il principio attivo del Clomid, è sconsigliato in allattamento perché passa nel latte materno e non ci sono studi che confermino la sua sicurezza per il bambino. Il clomifene viene prescritto per indurre l'ovulazione nelle donne infertili a causa della mancata produzione di ovociti, è quindi uno stimolatore dell'ovulazione. Ma nel suo caso è stato accertato che le sue ovaie non fanno il loro lavoro correttamente? Lo chiedo perché ha già partorito, quindi sulla sua potenziale fertilità non ci sono dubbi. O forse è subentrato un problema di ovaio policistico? O magari il suo peso si discosta molto da quello ideale, in più o in meno? In questo caso a volte basta adottare uno stile di vita più sano (dieta bilanciata e ragionevolmente calorica, svolgimento regolare di un'attività fisica) per rimettere le cose a posto. Direi quindi di confrontarsi nuovamente con il suo ginecologo curante, per valutare con lui l'opportunità di assumere questo farmaco e, allo stesso tempo, di continuare ad allattare. A quest'ultimo proposito va detto che suo figlio ha tre anni quindi di certo ha un'alimentazione varia in cui il suo latte riveste un ruolo marginale. Non è chiara la domanda "dopo quanto avere rapporti", forse intende dopo quanto avere rapporti in seguito all'assunzione del Clomid? Comunque sia tre rapporti alla settimana nell'arco del mese, se la coppia è fertile assicurano la possibilità di concepire senza fare conti e senza medicalizzare l'intimità di coppia. Un po' di ritorno alla naturalezza di sicuro giova alla coppia e permette di vivere la sessualità senza ansia e senza stress. Le ricordo di assumere l'acido folico ogni giorno per tutto il periodo preconcezionale e, a gravidanza iniziata, almeno fino al termine del primo trimestre: serve per la prevenzione della spina bifida nel bambino. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Scoppiare in lacrime nelle prime settimane dopo il parto è un'eventualità frequente che non deve spaventare: per superare i momenti di crisi è davvero utile appoggiarsi a chi sta accanto e anche, se possibile, frequentare altre neo mamme. »
Il contraccettivo d'emergenza ulipristal acetato ha un'emivita brevissima, quindi un bambino di 10 mesi che viene allattato dopo 20 ore dalla sua assunzione non viene esposto ad alcun rischio. »
Una neomamma che soffre di attacchi d'ansia è giusto che affronti un trattamento che le consenta di accudire il suo bambino nel migliore dei modi possibili. »
In allattamento è opportuno assumere integratori specificatamente messi a punto per il periodo, solo se il medico li prescrive perché vi sono carenze particolari. »
In primo luogo per capire se l'Eutirox è realmente sovradosato bisogna sapere in che quantità viene assunto. In ogni caso la levotiroxina è una terapia sicura in allattamento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »