Cocaina in gravidanza: quali pericoli per il feto?
A cura di Dottoressa Antonella Di Stefano
Pubblicato il 10/12/2025
Aggiornato il 24/02/2026 L'assunzione di cocaina da parte della donna incinta espone il feto a una serie di pericoli a immediato e a lungo termine.
Una domanda di: Sara
Ho scoperto la mia gravidanza al quinto mese (settembre) fino ad allora ho affrontato un uso giornaliero di cocaina (sniffata), per poi appena saputo interrompere tutto!
Il 28 ottobre purtroppo ho consumato 0.4 dopodiché non ho più toccato nulla e sto seguendo percorso.
La mia DPP è il 30 gennaio, il mio bimbo sta benissimo perché ho fatto presente di questo problema e sono stati svolti controlli, tutto perfetto.
La mia domanda però è, al momento della nascita il mio bambino avrà segnali di astinenza? Saranno passati ben 3 mesi dall'ultima assunzione che già si era placata da 15 giorni.
Ho parecchia ansia e bisogno di chiarimenti, vi ringrazio.

Antonella Di Stefano
Carissima mamma,
l’insieme dei segni e sintomi clinici che si manifestano in un neonato esposto durante la vita intrauterina a sostanze stupefacenti o psicotrope assunte dalla madre si chiama Sindrome da Astinenza Neonatale (SAN). La durata dei sintomi acuti può variare, ma la fase più intensa si manifesta generalmente nelle prime 24-48 ore dopo l'ultima dose materna se coincide con il parto, ma lei fa riferimento alla data del 28 ottobre come ultima assunzione e il parto è previsto per gennaio, quindi per fortuna lontana dalla data prevista. Ma è importante precisare che l’assunzione di stupefacenti in gravidanza non riguarda solamente la SAN come effetti collaterali e nocivi sul feto. La cocaina è un potente vasocostrittore, il che significa che restringe i vasi sanguigni, riducendo il flusso di sangue, di ossigeno e dei nutrienti essenziali al feto. Per cui i potenziali danni vanno da quelli gravi in acuto come la morte endouterina, il rischio di parto pretermine, il distacco di placenta (tanto per fare alcuni esempi), ai danni a lungo termine. Questi ultimi sono soprattutto le alterazioni cerebrali e neurologiche in quanto l'esposizione prenatale alla cocaina è collegata sia a potenziali danni cerebrali alla nascita e sia a problemi dello sviluppo neurologico e comportamentale, sintomi che possono manifestarsi anche dopo anni, come per esempio i disturbi dell'apprendimento, della memoria e del comportamento. Sempre a sua disposione, cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
16/05/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Chirurgo Filippo Murina L'assunzione di crack durante la gravidanza espone a gravi rischi che, però, potrebbero essere scongiurati smettendo completamente. »
24/09/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Migliori Nella letteratura scientifica non ci sono dati sufficienti per poter affermare se il neonato presenterà manifestazioni anomale, nel caso in cui la futura mamma abbia fatto uso di crack due settimane prima del parto. »
29/01/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Migliori In letteratura, non ci sono dati che indichino quanto tempo debba passare perché l'assunzione di crack in gravidanza non comporti conseguenze nel neonato, quindi non si può escludere che il bambino alla nascita manifesti qualche sintomo: in questo caso è importante avvertire il neonatologo di aver ... »
08/09/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna Il consumo di derivati della cannabis in gravidanza è associato a un aumento del rischio di basso peso alla nascita, di parto prematuro e di effetti a lungo termine sullo sviluppo cognitivo del neonato, che aumenta in base alla dose e all'epoca del consumo.
»
25/07/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Migliori L'Academy of Breastfeeding Medicine suggerisce che le donne che hanno abusato di cocaina nel corso della gravidanza non dovrebbero allattare al seno a meno che non abbiano una tossicologia urinaria negativa al momento del parto e siano "pulite" da almeno 90 giorni. »
Le domande della settimana
24/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini In una donna giovane con nessun precedente trombotico, la cardioaspirina è più che sufficiente per affrontare i primi mesi di gravidanza al riparo dal rischio di trombi. »
24/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale. »
Fai la tua domanda agli specialisti