Come abituarlo a una buona nanna?

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 18/12/2019 Aggiornato il 30/04/2026

Pazienza e un "rituale della nanna" rilassante sono quanto serve per abituare un piccolino ad addormentarsi al giusto orario e a non svegliarsi di continuo durante la notte.

Una domanda di: Simona
Sono una mamma di un primo bimbo di 6 mesi, mio marito ed io vorremmo dargli degli orari per la nanna e la sveglia, però non riusciamo perché di notte (credo per i dentini), Nathan (il nostro bimbo) mi si addormenta tardissimo (tipo alle 1 o alle 2, a volte mi ha tenuta sveglia fino alle 5 del mattino), ma poco dopo si risveglia, poi si riaddormenta e si risveglia, fino a quando poi si addormenta fino alle 10.30/11 del mattino, così a volte salta la colazione. Mi può aiutare a costruire una routine quotidiana, per favore? Ho fatto allattamento misto fin da quando è nato e svezzato a 4 mesi. Grazie.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Accenna al fatto che probabilmente Nathan ha un orologio biologico spostato in avanti (sta sveglio di sera/notte e dorme fino a metà mattina) e che lentamente (una ora per volta) deve anticipare la sera tutti gli eventi che ora lo tengono sveglio nel dopo cena (ma ora a che ora gli danno la cena?).
Sul carillon per farlo dormire non ci sono dati di utilità sicura: puoi dire che va bene anche musica di sottofondo (Mozart molto meglio di Wagner: ci sono studi in merito alla musica calmante di Mozart)

Gentile signora,
direi prima di pensare agli orari di sveglia, che a sei mesi di vita del bambino è prematuro e, quindi, inopportuno pilotare, è bene concentrarsi su quelli di addormentamento. Credo che l’orologio biologico di Nathan sia spostato in avanti e che quindi sia necessario regolarizzarlo, anticipando gradualmente le attività serali, dal bagnetto, alla cena fino al momento della nanna. Posto questo, in primo luogo affinché un bambino dorma tutta la notte o, almeno, gran parte di essa, addormentandosi non oltre le 9-9,30 di sera, è necessario che di giorno abbia la possibilità di svolgere qualche attività, commensurata all’epoca di vita, che gli consenta di investire un po’ di energie. Portarlo a passeggio all’aperto all’aperto almeno un’ora al giorno è una di queste e lo si può fare con qualunque tempo e con qualunque temperatura, vista oltretutto la mitezza dei nostri inverni, ovviamente coperto in modo adeguato. In casa, può già essere messo a terra su una coperta, affinché sia più libero di sgambettare di quanto non gli venga consentito dal passeggino o, se già riesce a starvi seduto, dal seggiolone. Dopo il pranzo di mezzogiorno, va coricato per il sonnellino, va bene il lettino ma senza fare buio nella stanza, perché è importante trasmettere l’idea di “giorno” (luci, rumori domestici, eventualmente passaggio di automobili in strada) e “notte” (buio, silenzio fuori e dentro casa) e far comprendere che ci sono differenze tra questi due momenti.
Verso sera, per favorire l’addormentamento e un sonno prolungato, prima di tutto l’atmosfera in casa deve farsi il più possibile rilassante: niente tv accesa, niente luci troppo forti, e toni di voci ragionevolmente bassi. Sì, invece, eventualmente, alla musica dolce, lenta e in sordina: ci sono studi che hanno evidenziato il potere calmante delle sinfonia di Mozart, provare può essere una buona idea. Intorno alle sei-sei e trenta del pomeriggio (indicativamente, perché nulla vieta di ritardare un po’, ma non troppo) e, comunque, prima di cena si può fare un bagnetto nella vasca, se il bambino gradisce, perché il contatto con l’acqua dà benessere e predispone al sonno. Dopodiché va messo il pigiamino e data la cena, a seguire vanno bene un po’ di coccole sul divano: è questo il momento di sfogliare un libro o di leggere una storia (a sei mesi si può già cominciare), poi se occorre va
effettuato l’ultimo cambio di pannolino della giornata. A questo punto il bambino va messo nel lettino, dopo aver accesso la lucina della notte e, a seconda se dimostra di apprezzarlo e reagisce rilassandosi, fargli ascoltare una ninna nanna (lenta, dolce, non eccitante). Aggiungo che il lettino dovrebbe stare nella stanza matrimoniale, accanto al lettone, almeno fino all’anno di vita: è questa una delle regole di prevenzione di quella terribile fatalità nota come “morte improvvisa del lattante”. Nel corso della notte, quando il bambino si sveglia, è necessario prima di tutto cercare di farlo riaddormentare senza prenderlo in braccio, ma limitandosi a sporgersi su di lui, carezzandolo e parlandogli sottovoce: quello che serve è fargli sentire che la mamma o il papà ci sono e sono pronti a consolarlo e quindi non è solo e abbandonato a se stesso. Durante la notte, come già sta facendo, non va dato nulla da mangiare, ma è opportuno, se a cena gli è stata proposta la pappa con carne o parmigiano offrirgli 10-20 grammi d’acqua, per essere sicuri che non si svegli perché ha sete. Da controllare, inoltre, che nel lettino non abbia né troppo freddo né troppo caldo, che il pannolino non sia sporco (motivo frequente di risvegli notturni) e che il nasino sia libero dal muco. A quest’ultimo proposito va detto che a volte i risvegli sono dovuti alla difficoltà di respirare causata dalla presenza di muco nel naso. Dunque, un bambino che si sveglia di notte non va lasciato piangere senza intervenire, ma allo stesso tempo non va gestito come se fosse pieno giorno perché è solo così che si riesce a passare l’importantissimo messaggio che la notte è fatta per dormire. Ovviamente bisogna armarsi di grande pazienza, senza nutrire la fallace speranza di fargli apprendere le buone abitudini relative alla nanna con la facilità con cui ,premendo un interruttore, si accende la luce. Del resto, stiamo parlando di un lattante e non di un bambolotto…Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Tanti cari saluti e tanti auguri a Nathan per il suo primo Natale.

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