Con questo valore di beta-hCG in che settimana mi trovo?
A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 07/02/2022
Aggiornato il 27/03/2026 Il valore della gonadotropina corionica umana (beta-hCG) non è significativo per stabilire le settimane di gravidanza. Per conoscere questo dato ci si deve riferire al giorno in cui sono iniziate le ultime mestruazioni.
Una domanda di: Jowita
Le scrivo perché volevo chiarire un dubbio.
Ho fatto le analisi delle beta il 9/9/21 e l\’unità di misura era espressa
in U/L anziché in mu/ml.
Il risultato corrispondeva a 1966.0 U/L. Le allego il referto perché non
riesco a capire a che settimana di gestazione corrispondeva il risultato.
Grazie.
Cordiali saluti.

Claudio Ivan Brambilla
Cara signora,
le settimane di gravidanza si contano a partire dalla data di inizio dell’ultima mestruazione, che lei non riferisce. Il valore delle beta-hCG in
realtà non è particolarmente indicativo vista l’ampiezza del range in relazione a ciascuna settimana di gravidanza. Quindi prenda come riferimento
la data di inizio della sua ultima mestruazione a saprà in quante settimane di gravidanza si trova oggi. Dopodiché con la prima ecografia la gravidanza potrà eventualmente
essere datata con più precisione. Tenga presente che l’eventuale ridatazione viene fatta solo se c’è la differenza di una settimana o più rispetto al tradizionale calcolo ostetrico, altrimenti il riferimento resta sempre la data di inizio dell’ultima mestruazione. Dunque nessuno meglio di lei, che a differenza di noi conosce la data di inizio della sua ultima mestruazione può identificare in che settimana si trova la sua gravidanza. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Professoressa Anna Maria Marconi Le attuali linee guida indicano di programmare il parto cesareo in 39^ settimana. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Spetta al ginecologo curante, in base alla storia clinica della donna, stabilire quando è opportuno intervenire per indurre il parto, nel caso in cui non inizi spontaneamente. C'è comunque un modo naturalissimo per favorire l'inizio delle contrazioni. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Il giorno dell'ovulazione che coincide con il giorno del concepimento non può essere individuato con sicurezza matematica "a tavolino". Numerose variabili lo possono infatti influenzare, spostandolo in avanti o all'indietro rispetto a quanto si può ipotizzare. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Non è possibile stabilire a tavolino se il feto ha dimensioni più grandi della norma per sua costituzione o perché la gravidanza è iniziata prima della data presunta. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla La gravidanza in 38^ settimana è considerata a termine, quindi è corretto assecondare il parto se si rompono le acque in quest'epoca. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti