Non è così automatico che la presenza di una connettivite indifferenziata interferisca sul buon andamento della gravidanza.
Una domanda di: Francesca Salve, da poco tempo mi hanno diagnosticato una connettivite indifferenziata con possibile evoluzione verso il LES (Lupus eritematoso sistemico). Mi era stato prescritto il plaquenil (1 al giorno), ma dopo 2 mesi di assunzione ho dovuto sospendere il farmaco per effetti indesiderati (dolori addominali e nausea, anche diarrea). Adesso ho un nuovo problema, ho scoperto di essere in attesa, e so che il Plaquenil è il farmaco adatto per far andare avanti la gravidanza. Ma nel mio caso come potrei fare?
Piergiacomo Calzavara Pinton
Gentile signora, i sintomi che lei descrive e che attribuisce all’assunzione del Plaquenil sono effetti indesiderati legati al farmaco poco frequenti che, dunque, potrebbero essere stati indotti da altro. Cercherei dunque, innanzi tutto, di essere certo del nesso causale tra i disturbi che riferisce e il Plaquenil e, nel dubbio, riproverei ad assumerlo partendo con una minima dose da aumentare gradualmente. Per quanto riguarda il suo stato attuale, chi le ha detto che la connettivite indifferenziata causa problemi in gravidanza? Chiunque l’abbia fatto, ha sbagliato perché l’interferenza non è automatica, ma dipende dal profilo immunologico autoanticorpale. Di questo sarà opportuno che ne parli con il suo ginecologo. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
In genere, durante la gravidanza è opportuno e possibile continuare la stessa terapia utile per controllare la connettivite che si utilizza normalmente. Salvo diversa indicazione del medico curante. »
Sospendere il trattamento che controlla la connettivite indifferenziata, che è una malattia autoimmune, potrebbe compromettere il buon esito della gravidanza, quindi continuare la cura (oltretutto innocua per il bambino) è un imperativo categorico. »
Spesso le malattie autoimmuni durante la gravidanza vanno incontro a un periodo di quiescenza, grazie a cui diventa possibile arrivare felicemente al parto. »
La presenza di anticorpi antinucleo (ANA) in genere può segnalare una malattia autoimmune, anche se può accadere di riscontrarli in una persona sana: molto dipende da quanto si discosta il valore da quello normale. »
Anche un unico rapporto sessuale, ovviamente se affrontato nel periodo fertile da una coppia senza problemi di infertilità, può determinare l'inizio di una gravidanza. »
Non ci sono controindicazioni mediche all'uso degli assorbenti interni fin dalla prima adolescenza. Va tenuto presente, però, che per applicarli correttamente la ragazzina deve imparare a conoscere bene la propria anatomia. »
Le donne portatrici sane di talassemia in vista di una gravidanza dovrebbero assumere una quantità di acido folico maggiore rispetto a quella consigliata a tutte le altre. »
L’herpes labiale si trasmette attraverso l'esposizione diretta alle lesioni di una persona infetta. Un contatto fugace difficilmente espone al rischio di contagio. »