Connettivite indifferenziata e gravidanza: va sospesa la cura?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 13/03/2023
Aggiornato il 18/03/2026 Sospendere il trattamento che controlla la connettivite indifferenziata, che è una malattia autoimmune, potrebbe compromettere il buon esito della gravidanza, quindi continuare la cura (oltretutto innocua per il bambino) è un imperativo categorico.
Una domanda di: Carla
Salve dottoressa, dal 2019 mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata. Ho avuto sintomi alle articolazioni delle mani e dei polsi, gli organi interni sono a posto e come terapia assumo 2cp di Plaquenil da 200mg. Mi trovo alla 6+4 e il mio reumatologo non ha ne modificato ne sospeso la cura; il mio medico di base me la sconsiglia e la ginecologa si basa sul parere del reumatologo. Io ho il terrore che il farmaco crei tossicità al bambino. Cosa comporta una sospensione della cura? Potrebbe peggiorare la malattia e attaccare il feto? Grazie per la sua risposta.

Elisa Valmori
Salve cara signora, ci sono buone anzi ottime notizie per lei: il Plaquenil è perfettamente compatibile in gravidanza, anzi è farmaco di prima scelta in caso di malattie autoimmuni come ad esempio il Lupus o la connettivite indifferenziata che le è stata diagnosticata. Risulta invece di seconda scelta nel trattamento di queste malattie, l’impiego di corticosteroidi per via sistemica (per intenderci, il cortisone per bocca). L’impiego di Plaquenil non comporta effetti avversi né sullo sviluppo corretto del feto, né sull’andamento della gravidanza stessa. Viceversa, la mancata remissione della malattia dovuta ad una sospensione del trattamento, potrebbe mettere in forse il buon esito della sua gravidanza, motivo per cui dissento dal collega medico di base e concordo con la sua ginecologa e il reumatologo che le hanno proposto di proseguire il trattamento anche se incinta. Purtroppo la sua è una malattia autoimmune, ossia di attacco da parte del sistema immunitario verso cellule dell’organismo stesso. Il feto è un ospite particolare dal punto di vista immunitario: una specie di trapianto dato che ha solo metà patrimonio genetico identico a quello della madre. Occorre che il sistema immunitario sia molto tollerante per non vedere gli antigeni estranei del feto (quelli derivanti dal genoma paterno) e non rigettarlo. Questo è garantito da alcuni camuffamenti da parte del nascituro (ha una specie di rivestimento di cellule fuse insieme che confondono le idee al sistema immunitario materno) e anche da alcune alterazioni nelle popolazioni dei globuli bianchi materni (sono molto presenti i neutrofili a discapito dei linfociti se ha fatto caso ai suoi esami del sangue). Siamo veramente un miracolo della Natura, non crede? Spero di averle risposto ed essere riuscita a rassicurarla sulla convenienza di proseguire il trattamento anche in gravidanza, resto a disposizione se desidera, cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Gianni Bona Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
10/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla I fermenti lattici non sono controindicati in gravidanza, ma l'ideale per il benessere del microbiota intestinale è seguire un'alimentazione sana. »
30/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Se il concepimento è avvenuto più avanti rispetto alla data presunta è possibile che ci voglia una settimana in più affinché l'ecografia riesca a visualizzare l'embrione. »
12/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Nell'attesa di assumere eventualmente un farmaco antiemorragico si può provare a limitare il sanguinamento applicando sul ventre una borsa del ghiaccio. »
16/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla L'ecografia data la gravidanza nella maniera più precisa possibile, tuttavia la ridatazione non si fa neppure se la differenza con il calcolo ostetrico non va oltre una settimana. »
Le domande della settimana
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti