Continuare o no ad allattare? E’ la donna che deve decidere

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 19/02/2021 Aggiornato il 01/07/2026

La scienza può dare solo delle indicazione e sottolineare che il latte materno è prezioso per il bambino, ma è la donna che deve decidere se continuare o no ad allattare al seno dopo l'introduzione degli alimenti solidi.

Una domanda di: Valentina
Gentile dottor Venturelli grazie mille della risposta che mi ha dato su smettere o meno di allattare, l’ho letta attentamente ma mi restano alcuni dubbi per prendere la mia decisione: lei mi ha detto che in allattamento si può dimagrire. Io ho già perso con facilità i chili della gravidanza ma vorrei dimagrire ulteriormente: voglio perdere 7 chili, sono normopeso ma peso 7 chili in più rispetto a qualche anno fa comporterebbe liberare nel latte delle tossine che verrebbero mobilitate col grasso e passerebbero nel latte. Così mi ha detto la nutrizionista che ho interpellato, anche in caso di dimagrimento lento. A questo punto dalla sua risposta mi viene il dubbio che non sia vero….mi conferma?
Per la permanente per i capelli anche qui mi ha detto il parrucchiere che non si può fare se allatto: anche questa è una bugia? Lei mi sta aprendo un mondo.
Ho letto vari studi che dicono che allattare al seno per almeno due mesi riduce fino al 73 per cento il rischio di SIDS. Se smettessi di allattare a
8 mesi, il mio bimbo avrebbe un maggior rischio di SIDS dall’ottavo al 12mo mese, oppure ormai avendolo allattato a lungo la differenza non è statisticamente significativa? Dottore non so davvero cosa fare, mi sta venendo la depressione a pensarci, non voglio privare mio figlio del latte materno ma non voglio nemmeno mettermi a piangere ogni volta che mi guardo allo specchio perché mi vedo mostruosa. Inoltre le chiedo, se volessi anche solo ridurre le poppate (di notte si sveglia almeno10 volte per ciucciare) ma SENZA TRAUMATIZZARE il bambino come posso fare? È possibile? Ci tengo molto a non traumatizzare il bimbo. Mi sento molto debole psicologicamente e non so quale decisione sia la più giusta da prendere, dottore.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Gentile signora confermo, durante la gravidanza e durante l’allattamento si possono fare le tinte, le mèches, e persino la permanente senza far correre alcun rischio al nascituro. I prodotti contenenti sostanze dannose, come l’anilina, sono vietati ormai da diversi decenni, e nessun cosmetico, se certificato e di provenienza sicura è tossico. Per quanto riguarda la liberazione delle tossine contenute nell’adipe, il rischio si potrebbe porre in caso di perdita di peso massiccia e veloce, quindi in antitesi con le linee guida a cui si attengono i nutrizionisti quando suggeriscono diete dimagranti. Del resto nel periodo dell’allattamento le neo-mamme che seguono un’alimentazione sana e ben bilanciata dimagriscono molto rapidamente e nessun neonato né lattante ha mai riportato danni riconducibili a questo. Per la SIDS che dire? Sappiamo che l’allattamento al seno è uno dei fattori protettivi, associato al coricare il bambino a pancia in su. Gentile signora, io non posso darle la risposta che cerca, non posso cioè essere io ad autorizzarla a smettere di allattare. Come le ho già scritto, la scelta può essere solo sua, al di là delle regole e delle indicazioni di noi medici ed è giusto che sia così. Non si può medicalezzare tutto: la medicina dà dei suggerimenti di massima, poi spetta alla madre decidere, continuare non è obbligatorio, smettendo non violerà alcuna legge. Parlare addirittura di “traumatizzare” il bambino privandolo del seno mi sembra veramente eccessivo, così come alludere alla possibilità di ammalarsi di depressione dopo aver (eventualmnete) deciso di smettere di allattare. Anche il suo desiderio di perdere sette chili, pur essendo normopeso, a mio avviso richiede attenzione, così come il suo “vedersi un mostro allo specchio”.
Forse potrebbe valutare l’opportunità di un colloquio con uno psicologo. Con cordialità.

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