Contrazioni uterine e ricovero in ospedale: è pericoloso tornare a casa?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 11/09/2025 Aggiornato il 11/09/2025

Se il morale è a terra e l'accumulo di stress insostenibile può essere opportuno firmare per essere dimesse dall'ospedale anche se i medici sono di parere contrario, a patto ovviamente di ritornarvi al primo segnale di allarme.

Una domanda di Francesca

Cara dottoressa le scrivo nuovamente,
le avevo già parlato della mia situazione (primipara di 32 anni attualmente a 27 + 4, ricoverata da 25+5 settimane per minaccia di parto pretermine con accorciamento del collo e contrazioni, tamponi vaginali ed esame urine negativi, non fumo, non bevo, non sono diabetica e sono normopeso). Come già detto il mio collo all’ingresso è stato stimato <di 1 cm e con riposo serrato e un ciclo di tractocile sembra essersi quasi normalizzato, da ormai 7 giorni 3 ginecologi diversi misurano tutti 33-34 mm di cervice. Io però ho ancora contrazioni, da qualche giorno l’utero è come in ipertono continuo, tira molto, e si indurisce saltuariamente, con fasi in cui le contrazioni accelerano (anche se mi è stato detto che le contrazioni non sono regolari né molto intense al CTG) e fasi in cui magari sono circa una l’ora, più frequentemente la sera e nei cambi di posizione. Nonostante le contrazioni anche oggi la cervice risulta 34 mm. Sono già in terapia con progesterone, magnesio e spasmex e per contrastare la stitichezza cerco di evacuare quotidianamente spesso con supposte di glicerina perché il resto fa poco e nulla anche se ho paura che mi irriti l’intestino. Prendo anche eparina per l’allettamento. Non riesco a capire il motivo di questo utero così contratto costantemente, non so più come fare per evitarlo e lo stress psicologico peggiora di giorno in giorno pur sapendo che questo non mi aiuta. Posso tirare secondo lei un respiro di sollievo e provare a richiedere una dimissione (anche volontaria) praticando il medesimo riposo a domicilio? Credo che psicologicamente mi aiuterebbe (la mia ginecologa mi seguirebbe con controlli più ravvicinati, anche settimanali). D’altra parte uscendo dall’ospedale ho paura di provocare un danno. L’ambiente, l’isolamento e l’immobilità tuttavia credo mi stiano distruggendo. Ogni tanto penso che una passeggiata potrebbe aiutarmi a rilassare l’utero, ma qui mi fanno spostare con la sedia a rotelle. Non so più cosa sia meglio per me e per il bambino, ma questa continua tensione uterina mi sfinisce emotivamente e fisicamente.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, in effetti la sua situazione ha tutta l'aria di un circolo vizioso. Da una parte il collo uterino si è ripreso e non è più così raccorciato, dall'altra questo utero che si contrae così sovente immagino non lasci tranquilli i miei colleghi ai fini della dimissione.
Io oserei dire che una fonte di contrazioni uterine (oltre allo stress che mi riporta) può essere la pigrizia estrema del suo intestino. La rassicuro subito sul fatto che le supposte di glicerina NON irritano l'intestino e sono uno strumento valido per evitare di spingere eccessivamente per evacuare, oltre che per ammorbidire un poco la consistenza delle feci. Di sicuro l'immobilità forzata non aiuta la peristalsi intestinale. Anche l'essere in ospedale e dormire poco e male, certamente non favorisce il transito regolare del suo intestino.
Io sarei dell'idea di farsi dimettere dai colleghi (non è mai bello firmare le dimissioni contro parere medico, ma in alcuni casi è necessario per la propria stabilità psichica).
Il collo uterino di 34 millimetri direi che è un buon lasciapassare. La cervice si mantiene della sua lunghezza in presenza di contrazioni irregolari: sono le contrazioni uterine ad intervalli regolari le sole in grado di raccorciare nuovamente il collo dell'utero.
Lei credo ormai sia perfettamente in grado di apprezzare queste contrazioni e quindi ritengo praticabile quanto lei desidera con tutto il cuore in questo momento. Al primo accenno di contrazioni uterine regolari, tornerebbe senza indugio in ospedale.
Prima della dimissione, sarebbe saggio a mio parere che venisse sottoposta a degli esami del sangue (emocromo con formula e indici infiammatori ossia VES e PCR) in modo da essere certi che non ci siano segnali di infiammazione/infezione in atto. A volte le contrazioni uterine sono conseguenza di un'infezione, anche se dubito sia il suo caso dato che i tamponi vaginali e l'urinocoltura sono risultati negativi...
Immagino lei abbia almeno la consolazione dei movimenti fetali... anche il suo piccolo sta facendo del suo meglio per essere "promossi" e poter fare ritorno a casa! Mi tenga aggiornata se desidera, l'abbraccio a distanza.

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