Le coppie legate da un grado di parentele, anche non troppo stretto, corrono un rischio lievemente maggiore di avere figli con anomalie genetiche rispetto al resto della popolazione.
Una domanda di: Alex Salve scusi il disturbo, io e la mia compagna vorremmo avere un figlio, ma abbiamo scoperto da poco di essere cugini di 5° o 6° grado: ci potrebbe essere qualche problema nell’eventualità di avere un figlio? Ancora scusi il disturbo.
Faustina Lalatta
Gentilissimo Alex, la consanguineità, anche se remota, cioè oltre il terzo grado, comporta un lieve aumento delle probabilità naturali di avere figli con anomalie congenite. Consideri che i cugini primi, figli di fratelli e i cugini terzi, figli di cugini, affrontano un rischio del 6%, rispetto al valore delle coppie non consanguinee che è del 3%. Per voi, senza effettuare alcuna valutazione, sarebbe del 4% circa. Per le coppie consanguinee, però, è particolarmente importante conoscere l’anamnesi familiare, cioè la storia sanitaria e le cause di morte dei parenti in comune. La presenza di soggetti con disabilità o malformazioni potrebbe cambiare il mio giudizio. La consanguineità infatti favorisce l’eventualità che i due partner siano portatori sani della medesima anomalia genetica, ricevuta dagli antenati in comune. Pertanto, qualora valutando la composizione delle vostre famiglie doveste rendervi conto che vi sono persone con malattie congenite, non esitate a rivolgervi a un genetista che possa valutare con maggiore precisione la vostra probabilità riproduttiva, per poi indicarvi a quali rischi potrebbero essere esposti i vostri figli. Cari saluti.
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