Coronavirus: di misure di sicurezza e riapertura della scuola

Professor Matteo Bassetti A cura di Matteo Bassetti - Dottore specialista in Infettivologia Pubblicato il 27/08/2020 Aggiornato il 12/09/2024

La pandemia di sicuro è rallentata, ma il coronavirus è ancora tra noi quindi è opportuno continuare ad adottare alcune misure di sicurezza, senza allarmismi e senza panico. E la scuola è giusto che a settembre riapra.

Una domanda di: Luca
Gentile professore, la pandemia è rallentata, vero? Ma questo cosa significa? Dobbiamo ancora adottare le misure di sicurezza? E se sì, quali? Di lei si dice che sia un grande ottimista quindi mi fido molto delle sue indicazioni, perché non mi piacciono gli allarmismi. Per quanto riguarda la riapertura della scuola, cosa ne pensa? E’ “cosa buona e giusta” o sarebbe più prudente attendere di vedere cosa accadrà in autunno? Ho due bambini, di 8 e 10 anni. Grazie.

Matteo Bassetti
Matteo Bassetti

Gentile papà, che la pandemia sia rallentata è un dato di fatto: i malati di CoVid-19 in forma grave sono ormai pochissimi. Ci sono invece numerosi positivi al tampone, perlopiù asintomatici o paucisintomatici (cioè con sintomi di entità trascurabile) che devono stare isolati per evitare il rischio che i contagi aumentino, creando un “effetto domino” da cui, ovviamente, ci si deve guardare. Più che ottimista io sono dunque realista e ci tengo anche a dire che, di fatto, tutti noi specialisti affermiamo di fondo le stesse cose, anche se a volte in modo diverso. In più, capita che vengano riportate solo singole affermazioni, magari estrapolate da un discorso più ampio, ed è questo che contribuisce a generare confusione. Posto questo, ben venga che ci siano divergenze di opinione, la medicina non è una scienza esatta, non sarebbe auspicabile che ci fosse un’omogolazione di idee. E’ invece irrinunciabile che qualsiasi tesi espressa da un medico abbia una base scientifica. Per quanto riguarda le regole di sicurezza per la prevenzione del contagio, certo che devono essere ancora osservate. Quindi sì alla mascherina quando occorre (negli ambienti chiusi o in caso di assembramento che non si può evitare), sì al distanziamento dalle persone estranee, sì al lavaggio accurato delle mani. Aggiungo che tutta la popolazione dovrebbe effettuare la vaccinazione antiinfluenzale e antipneumococco, per consentire rapidamente di capire se la comparsa di tosse e febbre sia riconducibili all’infezione da coronavirus, oppure a malattie causate da altri agenti infettivi (pneumococco o virus influenzale). Inoltre, è importante non uscire in caso di tosse e febbre, ma mettersi subito in contatto col medico curante. Per quanto riguarda la riapertura delle scuole, guai se non avvenissi in settembre, sarebbe un fallimento enorme che dovrebbe suggerirci di chiedere aiuto e consiglio agli stati in cui già è stata riaperta. Se le scuole non ricominciassero a funzionare con regolarità, diventeremmo la nazione che gestisce peggio la pandemia, quando invece ci hanno riconosciuto che, almeno fino a ora, l’abbiamo controllata meglio delle altre. Riguardo all’uso delle mascherine in classe, mi sembra una grande ipocrisia. Sappiamo bene che sarebbe impossibile imporle ai bambini per tutte le ore di lezione. Ma questo non preoccupa perché i compagni di classe sono come congiunti, come membri di una stessa famiglia, possono convivere senza troppi rischi. E’ corretto, invece, che anche i bambini la indossino negli autobus o negli eventuali momenti di aggregazione con altri. In sintesi, dobbiamo imparare a convivere con il coronavirus, limitando i rischi ma anche pensando al bene pubblico nel modo più ampio possibile. Con cordialità.

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