La gonadotropina corionica umana, nota come beta-hCG, acronimo del suo nome inglese, è il primo segno evidente dell'avvenuto concepimento. Non occorre misurarla nel sangue, se non in casi selezionati, poiché quando la gravidanza inizia è rilevabile anche dal semplice test fai-da-te che si effettua sulle urine e non è invasivo.
Una domanda di: Ilaria Come funzionano i valori delle beta-hCG?
Un test di gravidanza può rilevarsi
attendibile dopo 8 giorni dal ritardo e
13 giorni dal rapporto a rischio? E’
necessario fare l’esame delle Beta
per avere maggiore sicurezza? Un test
da cui risultano 25 miu/ml è capace di definire una
gravidanza nei tempi precedentemente
citati?
Elisa Valmori
Salve signora, visto che mi chiede come funziona la beta-hCG provo a raccontarlo con parole mie.
La beta hCG è una sigla che indica l’ormone “chiave” della gravidanza: h sta per “human”, “CG” indica invece la Gonadotropina Corionica, ossia una sostanza prodotta dal sinciziotrofoblasto (il “guscio” dell’embrione che poi si trasformerà nella placenta) con la principale funzione di mantenere in essere la gravidanza, avvisando l’ovaio (in particolare il corpo luteo, che è l’ivnvolucro in cui era contenuto l’ovocita) e costringendolo a produrre progesterone (l’ormone che mantiene la gravidanza stessa) fintanto che la placenta non sarà in grado di farlo autonomamente.
Si potrebbe dire che la beta-hCG è il segnale dell’embrione alla mamma, che si attrezza a prendersi cura di lui prima ancora che avvenga l’impianto nell’utero.
La cosa sbalorditiva, infatti, è che la beta-hCG viene prodotta già nelle primissime fasi dopo il concepimento e si può già dosare in circolo nel sangue materno otto giorni dopo l’ovulazione e un solo giorno dopo l’impianto dell’embrione (l’impianto dell’embrione nell’utero infatti di solito avviene 7 giorni dopo il concepimento). In altre parole, l’hCG inizia a essere prodotto quando l’embrione è di sole 8 cellule, ben prima dell’annidamento. Poi la produzione aumenta, ma l’ormone può entrare nel sangue materno solo dopo il contatto tra embrione e tessuto di rivestimento interno dell’utero (endometrio), cioè dopo l’impianto. Se la quantità prodotta è buona la si può individuare nel sangue materno poco prima della mancata mestruazione, anche se è bene aspettare il ritardo per non incorrere in una delusione quando magari invece la gravidanza è iniziata.
Quindi direi che un test di gravidanza dovrebbe essere certamente attendibile se effettuato 8 giorni dal ritardo mestruale e anche 13 giorni dal rapporto a rischio.
Chiaramente, il dosaggio delle beta-hCG su sangue ci offre una maggiore precisione (anche se normalmente non è raccomandato, se non in casi selezionati, visto che è attendibile anche il test d aefefttuare sulla urine, che non è invasivo in quanto non impone un prelievo di sangue).
Se il test delle beta-hCG ha avuto come esito il valore di 25 mIU/ml credo quindi sia da interpretare come positivo (ho capito bene il suo quesito?)
A disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente.
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