Crack fumato un mese prima del parto: ci saranno conseguenze per il bambino?

A cura di Claudio Migliori - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 29/01/2024 Aggiornato il 05/03/2026

In letteratura, non ci sono dati che indichino quanto tempo debba passare perché l'assunzione di crack in gravidanza non comporti conseguenze nel neonato, quindi non si può escludere che il bambino alla nascita manifesti qualche sintomo: in questo caso è importante avvertire il neonatologo di aver fatto uso di cocaina.

Una domanda di: Sara
Buongiorno, ho fumato crack circa due settimane fa e mancano 29 giorni al parto, il bambino andrà in crisi di astinenza?

Claudio Migliori
Claudio Migliori

Buongiorno, la crisi di astinenza si manifesta quando una sostanza viene abitualmente assunta nel corso della gravidanza e quindi sospesa con l’evento parto. Non ci sono in letteratura, per quanto di mia conoscenza, termini temporali fissi che possano assicurare sul “quanto tempo è passato” dall’assunzione di una determinata sostanza e la comparsa di sintomi neonatali. A tale fine, infatti, mi permetto di citare una mia precedente risposta ad un analogo quesito, nella quale riportavo le linee guida dell’Academy of Breastfeeding Medicine che richiedono 90 giorni di astinenza dall’assunzione di cocaina per essere certi che non vi siano tracce di tale sostanza nel latte materno. Ciò implica che, in rari casi, qualche residuo possa restare nel circolo per un tempo estremamente più lungo di quanto ci si aspetterebbe, potenzialmente causando qualche tipo di effetto sul neonato. Mi permetto quindi di raccomandare che, qualora dopo la nascita il suo bambino presentasse sintomi non rientranti nella fisiologia, lei abbia cura di informare i medici di ciò che è avvenuto nel mese precedente. Cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Cocaina in gravidanza: quali pericoli per il feto?

10/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

L'assunzione di cocaina da parte della donna incinta espone il feto a una serie di pericoli a immediato e a lungo termine.   »

Assunzione di crack nei primi mesi di gravidanza: quali rischi?

16/05/2025 Gli Specialisti Rispondono di Chirurgo Filippo Murina

L'assunzione di crack durante la gravidanza espone a gravi rischi che, però, potrebbero essere scongiurati smettendo completamente.   »

Uso di crack in prossimità del parto: il neonato avrà problemi?

24/09/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Nella letteratura scientifica non ci sono dati sufficienti per poter affermare se il neonato presenterà manifestazioni anomale, nel caso in cui la futura mamma abbia fatto uso di crack due settimane prima del parto.   »

Hashish in gravidanza: ci sono rischi?

08/09/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Il consumo di derivati della cannabis in gravidanza è associato a un aumento del rischio di basso peso alla nascita, di parto prematuro e di effetti a lungo termine sullo sviluppo cognitivo del neonato, che aumenta in base alla dose e all'epoca del consumo.   »

Uso di crack e allattamento: sono compatibili?

25/07/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

L'Academy of Breastfeeding Medicine suggerisce che le donne che hanno abusato di cocaina nel corso della gravidanza non dovrebbero allattare al seno a meno che non abbiano una tossicologia urinaria negativa al momento del parto e siano "pulite" da almeno 90 giorni.  »

Le domande della settimana

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Gravidanza: può iniziare immediatamente dopo un aborto spontaneo?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza.   »

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti