Crioconservazione degli ovociti a 40 anni: ne vale la pena?

A cura di Augusto Enrico Semprini - Professore specialista in Ginecologia Pubblicato il 14/04/2023 Aggiornato il 17/03/2026

L'età in cui per la donna è più opportuno decidere per la crioconservazione degli ovociti è 30 anni. A 40 anni, infatti, le probabilità che la procedura e la successiva tecnica di proceazione medicalmente assistita abbiano successo sono scarse.

Una domanda di: Annalisa
Sono una donna di 40 anni (compiuti il 28 marzo scorso). Da 6 mesi mi sono messa in testa di fare un ciclo di crioconservazione degli ovuli, perché non avendo un compagno mi ha preso il panico di non poter avere possibilità di una gravidanza con i miei ovuli in futuro. Però nonostante abbia questo desiderio non sono ancora riuscita a intraprendere la cura per la stimolazione ovarica, in quanto ne sono terrorizzata. Sono quindi entrata in un loop mentale ossessivo dove alterno l’angoscia di dover affrontare il percorso, alla tristezza di dover rinunciare. Così sono caduta in una depressione reattiva con sbalzi d’umore e indecisione totale, per cui sono da poco in cura con 10 mg di olanzapina e 15 di mirtazapina. Chiedo se possa interferire sulla riuscita della stimolazione ovarica e anche in generale sulla ricerca e mantenimento di una possibile gravidanza. Infatti questa storia mi sta facendo emergere anche altre paure (lavoro, problemi della vita in generale) e lo psichiatra mi ha consigliato di intraprendere questa cura a lungo (mesi). Leggevo in particolare che l’olanzapina può alterare la produzione di prolattina e quindi l’ovulazione… Non so che fare, grazie.

Augusto Enrico Semprini
Augusto Enrico Semprini

Cara Annalisa, a 40 anni il margine di successo delle fertilizzazioni in vitro è circa il 20 per cento e i cicli di stimolazione ovarica ottengono in genere due massimo tre uova. Con questo margine di successo la possibilità di ottenere una gravidanza dopo transfer degli embrioni ottenuti da due uova è del 40 per cento, di 3 uova del 36 per cento. Se si sottoponesse a due cicli di stimolazione raddoppiando il numero di embrioni questo margine di successo ppotrebbe salire. Come vede il sistema non è molto efficiente e questo è legato all’età in cui desidera crioconservare i suoi ovociti rispetto a quella raccomandabile che è intorno ai 30 anni, quando sia il margine di successo sia il recupero degli ovociti è molto maggiore. Rispetto a questi numeri un po’ deludenti rimane la possibilità di concepire spontaneamente che permane buona anche dopo i 40 anni e potrebbe essere l’alternativa da valutare alla conservazione ovocitaria costosa, che la sta mettendo in crisi e che offre un margine limitato di successo. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Quando inizia la gravidanza dopo il transfer?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

In seno alla procreazione medicalmente assistita, l'impianto dell'embrione inizia subito dopo il transfer.   »

PMA non andata a buon fine per due volte

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Una donna di 44 anni, dopo due tentativi di fecondazione assistita non andati a buon fine, ha pochissime probabilità di ottenere un buon risultato al terzo tentativo.   »

Deltacortene ad alto dosaggio prima della gravidanza: è corretto?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Nelle donne che hanno una tendenza all'autoimmunità l'impiego del cortisone serve per evitare che, una volta iniziata la gravidanza, la presenza dell'embrione non venga accettata dal corpo.  »

Cinque anni di tentativi, ma la gravidanza non arriva: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Se la gravidanza non si annuncia dopo un lunghissimo periodo di tentativi, è più che opportuno rivolgersi a un Centro per la procreazione medicalmente assistita (PMA) per effettuare tutti i controlli del caso e poi analizzare le opzioni proposte dagli specialisti.   »

Endometriosi e adenomiosi: quali cure prima del transfert dell’embrione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Non è possibile indicare un percorso terapeutico valido in tutti i casi in cui è necessario rendere l'endometrio idoneo all'impianto: la scelta della strategia curativa dipende dal singolo quadro clinico.   »

Le domande della settimana

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti