A cura di “La Redazione”Pubblicato il 03/03/2018Aggiornato il 11/06/2026
La curva glicemica è un esame che impone di assumere una soluzione zuccherata che dà problemi, come nausea e vomito, a qualche futura mamma. In una simile eventualità, non resta che monitorare la situazione in altro modo.
Una domanda di: Michela Salve dottoressa, volevo sapere se questa curva glicemia si deve fare obbligatoriamente o ci sono esami alternativi. Purtroppo su richiesta del mio ginecologo sono andata a farla ma dopo
15 minuti sono stata male: mi sono sentita svenire e ho vomitato la soluzione glucosata (composta da acqua e zucchero) che mi hanno dato da bere. Non mi
sento rifarlo, devo parlare con il
medico, ma volevo sentire altri pareri o
se ci sono esami meno invasivi di
questo…Non ho casi di diabete in famiglia e ho
meno di 35 anni. Grazie per la sua risposta.
Elisa Valmori
Salve signora, posso tranquillizzarla sulla curva glicemica: se una donna in gravidanza la esegue e non riesce a completare l’esame per malessere., di solito si rinuncia a sottoporla a questo esame che di fatto può infastidire.
Quanto ai fattori di rischio, è vero che incidono sia la familiarità, che l’età materna o il fatto di aver già avuto un diabete gestazionale in una gravidanza precedente, ma è vero anche che in ogni gravidanza potrebbe insorgere “ex novo” questa complicanza che richiede alcuni accorgimenti (in primo luogo dietetici) per preservare la salute della mamma e del suo bambino.
Restano a disposizione a mio avviso queste due opzioni:
1) monitoraggio glicemico basale e post-prandiale (ossia un primo prelievo ematico al mattino a digiuno e un secondo prelievo a due ore dal pranzo, soltanto che non tutti i laboratori analisi lo eseguono ed è anche difficilmente standardizzabile: una mamma potrebbe stare a stecchetto a pranzo e avere una glicemia perfetta, quando magari generalmente esagera a tavola o con i fuori pasto).
Sarebbe importante che la glicemia basale fosse inferiore a 90 mg/dl e quella post-prandiale inferiore a 120 mg/dl.
2) monitoraggio della gravidanza, in particolare dell’aumento ponderale materno (aumento di peso) e dell’accrescimento fetale tramite indagine ecografica.
Qualora l’incremento di peso materno e/o fetale fosse eccessivo, è possibile anche indagare con esami del sangue aggiuntivi se la glicemia sia ben controllata o se, a causa della gravidanza, lei tenda ad avere una glicemia “sopra le righe”…anche in questo caso, è sufficiente un prelievo del sangue che vada a dosare la glicemia e l'”emoglobina glicata”.
Come può vedere, non tutto è perduto…stia serena e cerchi di non esagerare con gli zuccheri semplici, a ogni buon conto!
Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se la curva glicemica evidenzia la presenza di un'alterazione, per prima cosa è opportuno seguire una dieta volta a riportare i valori entro i limiti desiderabili. »
L'esame della curva glicemica, se risulta particolarmente stressante, sollecita la produzione di cortisolo, un ormone che per sua caratteristica incrementa il valore della glicemia. »
Una curva glicemica che evidenzia valori inferiori a 105 è da considerarsi ottima. Non esprime cioè la presenza né di intolleranza al glucosio né, tanto meno, di diabete gestazionale. »
Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico. »
La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »