Daparox: è giusto dimezzare la dose quando inizia una gravidanza?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 12/06/2024
Aggiornato il 04/03/2026 Seguire la terapia con uno psicofarmaco anche in gravidanza è il primo modo per stare bene ed essere quindi completamente libera di accogliere sia mentalmente che fisicamente il bambino.
Una domanda di: Michela
Sono una ragazza di 34 anni, ho scoperto da poco di essere incinta e ho deciso di dimezzare la mia compressa di daparox che
assumo ormai da quasi 10 anni! Sono stata subito male e sono ritornata a prendere la dose intera, quali rischi ci sono per il feto? Grazie per la
risposta.

Elisa Valmori
Salve signora, ha fatto bene a chiedere consiglio.
La gravidanza è un periodo bellissimo ma anche molto impegnativo ed è saggio farsi aiutare dai medici per affrontarla al meglio.
Se è in terapia con Daparox, dovrebbe avere anche un Curante neurologo o psichiatra ed è con lui o lei che occorre valutare se sia il caso di aumentare, ridurre o persino sospendere la terapia farmacologica.
Come ginecologa, posso confermarle che la terapia con Daparox o Paroxetina non solo è compatibile con la gravidanza ma è addirittura di scelta in allattamento, motivo per cui a mio parere non va sospesa in gravidanza, semmai dopo il parto.
Quanto al dosaggio della terapia (compressa intera o dimezzata), capisco che venga istintivo ridurre il farmaco quando si è in attesa ma siccome in gravidanza i farmaci sono eliminati più rapidamente, è già molto se lei riesce a controllare i sintomi impiegando lo stesso dosaggio di prima della gravidanza!
Che io sappia, in gravidanza si possono assumere da 20 a 40 milligrammi/die di Daparox o Paroxetina.
In particolare, la Paroxetina se assunta la sera aiuta a prevenire il risveglio precoce al mattino (in gravidanza il sonno è un punto debole, meglio
curarlo con attenzione per stabilizzare l’umore insieme alla terapia farmacologica specifica per l’ansia).
Come mi piace ripetere: “il bimbo sta bene se sta bene la mamma!”
Non si tratta quindi di egoismo, anzi: seguire la terapia anche in gravidanza è il primo modo per stare bene ed essere quindi completamente libera di accogliere sia mentalmente che fisicamente il suo piccolo capolavoro.
Le ricordo infine l’assunzione di acido folico per almeno il primo trimestre di gravidanza, se possibile lontano da the e latticini, 1 compressa/die da 400 microgrammi salvo diversa indicazione del Curante.
Spero di averla rincuorata, a disposizione se desidera, cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton L'infezione causata dal lievito Malassezia in gravidanza si può curare con una crema e un bagnoschiuma antimicotici. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La bravura di un medico curante sta nella sua capacità di adattare le terapie allo scopo di garantire alle proprie pazienti una condizione di benessere benessere. Dunque dovrebbe tenere conto degli effetti indesiderati oltre che di quelli attesi. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Le possibili ragioni di un'irregolarità mestruale sono numerose: per individuare quale tra queste è responsabile di un ritardo serve un controllo ginecologico ed eventualmente i dosaggi ormonali che si effettuano con lo specifico esame del sangue. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Fai la tua domanda agli specialisti