Depressione di lei e malattia di Charcot-Marie-Tooth di lui: è possibile avere un figlio?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 15/04/2024 Aggiornato il 20/05/2026

In presenza di un forte rischio genetico, unito alla necessità della donna di assumere psicofarmaci e a un'età materna avanzata, prima di decidere di avere un figlio è opportuno confrontarsi con specialisti che possano prospettare con chiarezza le eventualità a cui la scelta può esporre.

Una domanda di: Pamela
Salve,
sono una donna di 39 anni e ho un compagno di 32 affetto da Charcot Marie Tooth 1A. Vorremmo tanto un bimbo ma non abbiamo mai tentato perché io soffro di depressione da 20 anni e assumo psicofarmaci da allora e lui ovviamente non vuole passare la sua malattia al bimbo. Abbiamo iniziato a fare gli esami per una eventuale pma con diagnosi preimpianto, ma questo potrebbe “affrontare” il suo problema ma non il mio. Io assumo al momento Anafranil 25 mg e Depakin chrono 1000 mg. + 5 gocce di Rivotril al giorno. Ho tentato a novembre di scalare Anafranil perché la psichiatra mi aveva detto che devo assolutamente togliere tutti i farmaci e dopo 40 giorni di ansia assoluta ho dovuto ripristinare la cura. È anche vero che mi ha fatto scalare i 25 mg in un tempo secondo me troppo rapido (2 settimane), ma da quel momento ho una gran paura di riprovare a scalare e sono molto triste perché non posso nemmeno tentare di realizzare il mio sogno. Secondo lei davvero devo togliere tutti i miei farmaci, che mi consentono al momento di stare bene e lavorare per poter aspirare a una gravidanza?

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora,
non è raro che si coltivi l’idea di una gravidanza pur nella consapevolezza di un rischio genetico o di possibili problemi clinici quali lo stato d’ansia incontrollabile o la depressione. Quindi non deve sentirsi sola.
Sulla base della mia esperienza, in presenza di più fattori da tenere sotto controllo, potrebbe essere di aiuto separarli ed affrontarne, diciamo, uno alla volta, per poi fare una sintesi e prendere la decisione.
Innanzitutto la malattia neurologica trasmissibile che ha manifestato il suo compagno, in secondo luogo l’assunzione dei farmaci prescritti dallo psichiatra e, non ultima, l’età materna di 39 anni.
Per il primo aspetto vi raccomando innanzitutto di contattare il Centro di riferimento per la diagnosi prenatale delle malattie rare della vostra città per chiedere una visita di genetica grazie a cui ottenere informazioni accurate e complete sulla variabilità della malattia, sul tipo di mutazione e una verifica della fattibilità della diagnosi PGTM, cioè pre-impianto o della diagnosi prenatale (villocentesi), avendo voi deciso di non voler correre il rischio di trasmetterla a un figlio.
A partenza dalla visita di genetica sarà poi fondamentale, per decidere se affrontare la PGTM oppure no, verificare con il Centro PMA che esegue la fertilizzazione in vitro e la biopsia degli embrioni, quali siano le fasi preparatorie: il tempo necessario per studiare la fattibilità, i requisiti tecnici, la sicurezza degli esiti, le percentuali di successo anche in relazione alla sua età. I 39 anni, infatti possono rendere difficile ottenere blastocisti bilanciate, cioè senza anomalie cromosomiche. Le dovranno poi illustrare i diversi controlli da fare sul versante ginecologico. Non dimentichi che potrebbero esserci dei costi da affrontare.
Da ultimo è fondamentale che lei afferisca ad un ambulatorio ospedaliero di patologia della gravidanza per essere supportata nell’uso dei farmaci che è necessario che lei assuma, e nei diversi passaggi della diagnosi, anche qualora non fosse fattibile la PGTM. In questa eventualità potrebbe essere presa in considerazione una villocentesi. Però sempre in accordo con i ginecologi e il suo psichiatra. Credo che lei abbia compreso quanto desideravo trasmetterle. In pratica penso che, per comprendere se un nostro progetto importante, che desideriamo fortemente portare a termine sia raggiungibile, bisogna affrontare il lato pratico di ogni pensiero, di ogni ipotesi.
Ottenere un quadro chiaro dagli specialisti: quewsto dovrebbe essere il vostro obiettivo per permettervi di decidere se possa essere o no idoneo per la vostra coppia.
Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Deltacortene ad alto dosaggio prima della gravidanza: è corretto?

21/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Nelle donne che hanno una tendenza all'autoimmunità l'impiego del cortisone serve per evitare che, una volta iniziata la gravidanza, la presenza dell'embrione non venga accettata dal corpo.  »

L’OKI impedisce l’impianto in utero dell’embrione dopo il concepimento?

09/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se il ketoprofene sale di lisina (principio attivo dell'OKI) avesse la proprietà di impedire l'annidamento dell'ovocita fecondato verrebbe usato come contraccezione di emergenza al posto della pillola del giorno dopo.   »

Ovuli clogin repair: possono ostacolare il concepimento o interferire su un’eventuale gravidanza?

04/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

I principi attivi contenuti negli ovuli in questione non influenzano in modo negativo né il concepimento né la gravidanza.   »

Clomid: conviene continuare ad assumerlo anche se determina effetti indesiderati?

02/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Diventa poco opportuno impiegare un farmaco assunto per favorire il concepimento qualora provochi inaspettatamente effetti che rendono più difficile avviare una gravidanza.  »

Assunzione di numerosi farmaci per il cuore e ricerca della gravidanza

04/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A partire dal periodo preconcezionale, la terapia farmacologica affrontata dall'aspirante mamma andrebbe valutata attentamente ed eventualmente aggiustata in vista del concepimento, qualora alcune medicine non fossero compatibili con la gravidanza.   »

Le domande della settimana

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Gravidanza: può iniziare immediatamente dopo un aborto spontaneo?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza.   »

Incinta nonostante la legatura delle tube: ma è davvero possibile?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In medicina gli avverbi "sempre" e "mai" sono da evitare perché questa scienza non è esatta come la matematica e volta la Natura può sorprendere, sovvertendo regole che si credono incontrovertibili. Quindi sì, anche se remota, la possibilità di avviare una gravidanza con le tube legate c'è.   »

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti