Desiderio di un figlio maschio e speranza che l’otto test si sia sbagliato

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 14/06/2023 Aggiornato il 20/03/2026

L'otto test ha dei limiti, quindi non è detto che fornisca un risultato attendibile, anche se, di fatto, le probabilità che "dica il vero" sono più alte rispetto alle possibilità di errore, che comunque esistono.

Una domanda di: Alessia
Sono alla quarta gravidanza, premetto che per noi è un 5° figlio in quanto il mio compagno ha da una storia precedente un primo figlio maschio. Sogno fin da bambina di essere anche io mamma di un maschietto, ma prima bimba femmina, seconda bimba femmina, terza gravidanza ho fatto otto test a 8 settimane + 3 giorni ed è risultato che è una femmina come poi confermato dalla “morfologica”. Ora sono nuovamente incinta e ho rifatto l’esame a 9 settime in quanto lo stesso anno che feci il primo otto test a una mia amica risultò femmina per poi scoprire essere un maschio, anche se si pensa che possa averlo fatto in una settimana non adeguata. Mi è tornato l’esito: aspetto una quarta femmina, e mi chiedo se potrebbe essere sbagliato il risultato… O sto solo nutrendo false speranze ? Mi domando se a 9 settimane il plasma circolante sia abbastanza per effettuare l’esame in tutte le donne, oppure se è possibile che in una donna risulti maschio già a 8 settimane ma magari in un’altra (per esempio io) a 9 settimane sia ancora presto per rilevare il sesso. Non so forse mi sto solo arrampicando sugli specchi. Anche perché l’esame dice di essere sicuro al 99% quindi smetto di sperare nella sorpresa che possa essere un maschietto? Grazie per la risposta.

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora, leggendo la sua mail mi sono resa conto che lei aveva già risposto a tutte le domande che aveva formulato per me. L’otto test è infatti un test di screening, non di diagnosi e cerca di identificare il prima possibile le sequenze del DNA fetale contenenti i geni del cromosoma Y, cioè i geni necessari per mascolinizzare un embrione. Pur non essendo così attendibile è un test molto attraente perché è il più precoce e non è invasivo. Come lei ha ben esemplificato, ha delle limitazioni, ad esempio, per essere affidabile è necessario che il DNA fetale abbia raggiunto una certa quantità, che è legata alla settimana gestazionale. Inoltre, è anche necessario che il cromosoma Y sia ben leggibile. Per questo gli stessi venditori non forniscono un’attendibilità del 100%, bensì del 99%. In realtà nessuno sa, nemmeno i venditori, quale sia la vera attendibilità del test. Forse l’80% o giù di lì. Quindi nel suo caso è più probabile che sia una femmina invece di un maschio. Al venditore ovviamente non interessa se il test sia attendibile o meno perché l’accertamento non ha la finalità di individuare una malattia , ma si propone di individuare il sesso fetale. Cioè una caratteristica non patologica. Pertanto, anche se non fosse attendibile come le mamme sperano (o, come nel suo caso non sperano, visto che lei si augura che il risultato ottenuto si errato), non farebbe particolari danni. Al massimo una certa disillusione per coloro che hanno gioito e magari diffuso la notizia a tutti gli amici di aspettare un maschio e poi devono “giustificarsi”, avvisando tutti che è in arrivo una bambina. Eppure il test, nonostante le delusioni a cui può esporre viene acquistato con molta fiducia. Forse per via del desiderio di un maschietto o di una femminuccia particolarmente forte o addirittura intenso, come nel suo caso. Pensi che nei primi 10-15 del mio lavoro mi capitava ancora di vedere fratrie (cioè gruppi di fratelli) della generazione precedente alla mia, composte da cinque o sei sorelle e poi, per ultimo, un maschio! Che potente quel desiderio! Pensi a quel maschietto… Negli anni 60, senza otto test e senza ecografia test queste madri, ma soprattutto i padri, attendevano pazientemente la nascita. Senza pensarci e senza investire soldi. Puntando sulla probabilità che “prima o poi” li avrebbe accontentati. E, primo o poi, accadeva. Concludo esprimendole la mia ammirazione e sostegno : la sua sarà una famiglia di quelle che si vedono sempre più raramente. Bellissima realtà per le sorelline, per le sue “piccole donne”. Cari saluti.

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