Devo assumere tanti farmaci: posso allattare lo stesso?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 16/07/2018 Aggiornato il 10/04/2026

Una domanda di: Annalisa
Sono alla 40ma settimana e sono in procinto di partorire il mio
primo figlio.
Scrivo a voi per avere una idea più precisa riguardo l’allattamento al seno, data la mia situazione particolare.
Assumo diversi farmaci per mantenere in remissione una patologia autoimmune, sono fabica (affetta da favismo n.d.r)
e per tutta la gravidanza i miei medici reumatologi e sia i ginecologi che
seguono il mio caso, non me le hanno mai fatte sospendere in quanto
dichiarano non ci siano problemi.
Stesso discorso mi è stato fatto per l’allattamento ma dato che ci
siamo è bene sempre sentire più campane.
La mia terapia è la seguente: cardioaspirina 100 mg (1volta al dì)
Omeoprazen 20 mg (3 volte a settimana,1 volta al dì)
Medrol 4mg 3 volte a settimana (lunedi, mercoledi e venerdi per 1 volta al
dì)
Azatioprina (50 mg, per 2 volte al dì ogni giorno e di base 25.000 ogni 20 giorni)-
Secondo voi con questa tipologia di farmaci è possibile allattare? Grazie mille, cordiali saluti.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Cara signora,
mi preme sottolineare che c’è una grossa differenza tra aspirina e cardioaspirina e questa differenza sta nel dosaggio. Al dosaggio di 100 mg al giorno, che è quello della cardioaspirina, non rischiamo di procurare al feto i danni all’apparato cardiovascolare che invece potremmo causargli con la dose di acido acetil-salicilico contenuta nell’aspirina (almeno 325 mg ossia più del triplo della dose della cardioaspirina). Per quanto riguarda l’allattamento, sarei ancora più tranquilla in quanto il dosaggio cui verrà esposto il suo bimbo attraverso il latte, sarà ancora minore di quello che gli sta arrivando adesso attraverso la placenta. Rimane sottointeso che, se il bimbo dovesse mostrare dei sintomi particolari (per esempio rash cutaneo) si potrebbe cercare di sospendere il farmaco (o l’allattamento se il farmaco fosse per lei imprescindibile) per valutarne la remissione. Siccome lei pone l’ulteriore problema del favismo, credo che occorra il benestare anche del pediatra per confermare questo mio parere sull’allattamento al seno, che a mio avviso è la migliore non solo alimentazione, ma anche “medicina” possibile!
A quanto risulta dal sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del farmaco) l’aspirina sarebbe in grado di causare emolisi soltanto in alcuni soggetti con deficit della Glucosio 6 fosfato deidrogenasi (ossia affetti da favismo) ma sarebbe accettabile nel dosaggio di 1 grammo al giorno nella maggior parte degli stessi soggetti. Quindi parliamo di dosaggi ben maggiori di quelli cui è esposta lei, motivo per cui sono favorevole all’allattamento del suo bimbo che si attaccherà a ciucciare alla grande, ci scommetto! Per quanto riguarda gli altri farmaci che sta assumendo, le confermo che sono compatibili con l’allattamento al seno. Il dosaggio di azatioprina è contenuto ed è altamente probabile che nel suo latte le dosi di questo farmaco e dei suoi metaboliti siano praticamente indosabili perché davvero minimi. Dal momento però che lei sta assumendo dalla gravidanza sia l’azatioprina che il cortisonico, potrebbe valer la pena di verificare con la pediatra se sia opportuno personalizzare il calendario vaccinale del suo bimbo, vista l’esposizione ai suddetti farmaci. Non vedo controindicazione alcuna per omeprazolo e vitamina D, come del resto per la cardioaspirina. Resto a sua disposizione, se avrà bisogno, con cordialità.

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