Diagnosi di aborto spontaneo: il ginecologo può aver sbagliato?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 01/12/2021 Aggiornato il 01/12/2021

Se in settiima settimana con l'ecografia non si vede ancora l'embrione purtroppo significa che la gravidanza si è interrotta.

Una domanda di: Sara
Le scrivo perché sono molto demoralizzata. Ho fatto l’ultima visita giovedì
e si vedeva chiaramente camera gestazionale e sacco vitellino ma niente
embrione. Il mio ginecologo mi ha detto che è un aborto interno e lunedì mi
dovrò recare in ospedale. Sono 2 giorni che prendo Methergin ma ancora
nessuna perdita. Il mio ultimo ciclo è stato il 29 settembre però ridatato
da lui al 6 ottobre. Ho già un bambino e a queste settimane si vedeva
perfettamente. Ma può essere che il mio ginecologo si sia sbagliato e sia
ancora troppo presto? La ringrazio se vorrà darmi una risposta.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, dalla sua domanda devo intuire alcune cose. Siccome lei parla della sua ultima mestruazione dicendo che è stata ridatata al 6 ottobre, deduco che lei abbia effettuato almeno due controlli ecografici e soltanto dopo il secondo è stata posta diagnosi di aborto interno e le è stato prescritto Methergin, dico bene? Quindi lei mi dice di avere una gravidanza di 7 settimane ma in realtà lo sviluppo embrionale si è fermato alla quinta settimana circa. Questo non significa che la gravidanza si sia interrotta già da così tanto tempo, non lo possiamo sapere, ma è rilevante perché dopo aver posto la diagnosi di aborto interno, soprattutto se siamo così all’inizio della gravidanza, non è indispensabile eseguire subito il raschiamento dell’utero e si può optare per una condotta di attesa (eventualmente assumendo Methergin o Prostaglandine per facilitare il processo di aborto).
Glielo dico perché questa opzione mi pare meno invasiva dal punto di vista medico e anche psicologico. Ne può parlare con il suo curante.
Si tratta di attendere una mestruazione un po’ corposa e di mettersi d’accordo che, in caso di perdite di sangue troppo cospicue, si andrà prima in pronto soccorso ed eventualmente si farà il raschiamento in urgenza.
L’intervento di pulizia dell’utero che chiamiamo raschiamento o RCU (revisione della cavità uterina, noi medici amiamo le sigle, forse per velocizzare il linguaggio, forse per mascherare le cose un po’ dolorose) va comunque programmato in ospedale entro un mese dalla diagnosi di aborto interno. Entro un mese non ci sono rischi infettivi di sorta per la mamma: la cavità uterina rimane sterile (mi perdoni l’ossimoro).
Siccome immagino che con il Methergin le siano venuti dei crampi, le ricordo che può assumere anche antidolorifici (ad esempio Paracetamolo 1 grammo ogni 8 ore al massimo, 500 mg se il suo peso è entro i 50 kg).
Le sono vicina e sono sicura che il suo compagno starà facendo tutto il possibile per affrontare insieme questo momento delicato.
Coraggio! Resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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