Una bimba con diagnosi di autismo effettuata in presenza di un deficit visivo importante andrebbe rivalutata dai neuropsichiatri nel momento in cui ottenesse, grazie a un intervento, un significativo recupero della vista.
Una domanda di: Lara Sono la la mamma di una bambina nata il 02/01/2017. Nel mese di
luglio 2021 ha eseguito il test ADOS e le hanno diagnosticato un autismo di
livello moderato. Dora è nata con un forte strabismo e un deficit visivo di
8 diottrie per occhio, a gennaio dell’anno corrente è stata operata per
suddetto disturbo, l’intervento è riuscito perfettamente e dopo tale evento
la bambina è cambiata significativamente grazie anche alla giusta gradazione
dell’occhiale.
Le dottoresse che hanno eseguito il test (che operano nello stesso centro
di neuropsichiatria infantile dove la bambina è seguita) non erano state
informate del problema visivo di Dora, Il test è durato 40 minuti. Secondo
lei è una diagnosi affrettata?
La ringrazio e attendo una sua risposta.
Cordiali saluti.
Carla Sogos
Gentile signora,
la diagnosi di autismo non si fa solo con il test ADOS ma dopo un’osservazione del profilo di sviluppo della bambina su tutte le linee evolutive e sull’attenta raccolta della storia clinica dei primi anni di vita della bambina, che certamente dovrebbe tenere conto anche delle difficoltà visive riferite.
Immagino che le colleghe avranno fatto diagnosi dopo una valutazione più articolata che include anche il test ADOS, ma che dovrebbe analizzare globalmente tutto il profilo della bambina.
Certamente un problema visivo così importante può influire significativamente sullo sviluppo e se, dopo l’intervento effettuato sta notando un miglioramento, credo che sarebbe utile rivalutare e monitorare l’evoluzione del quadro clinico con le colleghe che hanno posto la diagnosi.
Con cordialità.
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