Una coppia con lo stesso gruppo sanguigno non ha ragione di temere che questa caratteristica aumenti il rischio di avere un bambino affetto da trisomia 21: chi sostiene il contrario parla senza cognizione di causa.
Una domanda di: Mary Salve, vi scrivo per avere un quadro più completo rispetto ai miei dubbi e
preoccupazioni. Io e il mio compagno abbiamo scoperto di avere lo stesso
gruppo sanguigno (RH 0 positivo) e mi chiedo se tale può compromettere
problemi ad un eventuale figlio: dicono che potrebbe nascere con sindrome
di Down. Spero in una risposta positiva! Grazie e buona giornata.
Cristiana De Petris
Buongiorno signora, due genitori con gruppo sanguigno 0 avranno un figlio con gruppo sanguigno 0. Tutto qui. Rischi non ce ne sono.
Esattamente chi le ha detto che questo comporta un maggior rischio di concepire un figlio con trisomia 21 (o sindrome di Down)? Non certo un medico, non certo un genetista, non certo una persona che conosce le malattie dovute ad alterazioni cromosomiche. Mi permetto di darle un consiglio anhe se probabilmente è superfluo visto che, giustamente, ci ha scritto: chieda sempre delucidazioni in merito alle questioni di salute a figure competenti in materia. come del resato ha fatto stavolta. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
La scelta (difficilissima) di ricorrere o no all'interruzione volontaria della gravidanza, dopo aver saputo che il feto ha la sindrome di Down, spetta esclusivamente ai genitori, i quali possono comunque farsi supportare da figure professionali. »
Spetta alla coppia decidere, dopo aver ottenuto l'esito del Bi-test, se sottoporsi a indagini più approfondite sulla salute del feto e tra queste quale scegliere tra la ricerca del DNA fetale nel sangue materno, l'amniocentesi o la villocentesi, più invasive. »
Nei casi di diagnosi ecografica di pielectasia isolata la probabilità di un'anomalia cromosomica è molto bassa e, comunque, correlata solo alla trisomia 21. Se poi anche i test di screening indicano un basso rischio di sindrome di Down si può senz'altro stare più tranquilli, anche se la scelta di sottoporsi... »
I test di screenig (translucenza e Bi-test) esprimono un risultato probabilistco, l'amniocentesi dà certezze spetta alla futura mamma decidere se sottoporsi o no a quest'ultima. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »