Disperata dopo un’interruzione volontaria della gravidanza

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 30/08/2022 Aggiornato il 20/03/2026

Quando si decide di abortire e poi ci si pente di averlo fatto, bisogna mettere in conto che per fare la pace con se stesse è possibile ci voglia molto tempo.

Una domanda di: Anna
La mia domanda riguarda il fatto che purtroppo ho preso la pillola abortiva e per fortuna il mio bambino era ancora vivo dopo più di due giorni (dal venerdì al lunedì mattina) anzi, quando pentita e disperata, avevo chiesto un’ecografia il bambino era cresciuto normalmente ed ho deciso di tenerlo prendendo anche il progesterone. Purtroppo dopo due giorni (mercoledì) sono iniziate perdite e al pronto soccorso mi hanno detto che avevo un distacco di 3 cm ma c’era ancora il battito. Giovedì e venerdì ancora perdite e venerdì sera anche mal di schiena che avevo avuto anche in occasione dell’aborto interno tra la prima e la seconda gravidanza portate a termine. Al controllo del sabato mi hanno detto che non c’era più battito da pochissimo. Io sono disperata ma sono stata presa dal panico perché il mio secondo figlio è nato con una malformazione cerebrale ed ha subito due operazioni e non abbiamo ancora finito. La domanda riguarda il bambino: è morto dopo una settimana sempre a causa di quella pillola o secondo lei il motivo dell’aborto è un altro? La ringrazio.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve carissima mamma, la sua storia mi commuove e temo di non riuscire a risponderle con tutta la delicatezza possibile…ci provo! Lei quindi era alla sua quarta gravidanza (due parti a termine e un aborto spontaneo pregressi se ho ben capito) e dato che usa il termine “bambino” per il suo ultimo figlio, lo farò anch’io. Sono abbastanza convinta che il suo ultimo bambino non avesse malformazioni di sorta e che se ne sia andato per via della pillola abortiva. Come medico non posso esserne certa matematicamente, ma solo dare risalto a quella che sembra l’eventualità più probabile. Se anche il suo primo figlio avesse avuto malformazioni cerebrali come il secondo, sarebbe stato invece altamente probabile un difetto su base genetica con alta probabilità di ripetersi nei vostri figli. Immagino che il vostro secondo figlio non abbia problematiche di tipo genetico e che la sua malformazione cerebrale sia insorta “de novo” ossia dal nulla. La cosa importante è che si possa curare e noi in Italia abbiamo un sistema sanitario che funziona decisamente meglio che in altri paesi del mondo: vengono persino da altri paesi per curarsi da noi! Sulla sua vicenda attuale mi colpisce che lei usi la parola “disperata”. Ecco, una madre senza speranza mi fa tremare. Mi viene in mente una frase di Alfonso Maria de’ Liguori che dice: “Si può vivere senza saper perché, non si può vivere senza saper per chi”. Secondo me lei ha bene in mente per chi valga la pena vivere oggi, dico bene? Immagino che la risposta non sia “per me stessa” e ho anche timore che lei si giudichi tremendamente per quello che è successo. Ci vorrà del tempo per fare pace con quello che le è accaduto. Se volesse, un’amica ostetrica di nome Flora Gualdani ha scritto un testo intitolato “Lettera ad una donna ferita dal trauma dell’aborto”…credo troverà molto preziose quelle parole. Spero di averle risposto con delicatezza, l’abbraccio a distanza.

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