Distacco di placenta: è un’eventualità possibile?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 19/11/2018 Aggiornato il 09/06/2026

In una terza gravidanza, preceduta da due gravidanze in cui si è verificato il distacco della placenta, è opportuno seguire le indicazioni che prevengono il ripetersi dell'eventualità.

Una domanda di: Alessia
Salve dottoressa, volevo un informazione : sono alla mia 3 gravidanza
(capitata). Nelle altre 2 ho avuto lievi distacchi di placenta a 34
settimane, quindi ho partorito d’ urgenza con il cesareo, ma ora per precauzione
dall’ inizio ho assunto cardirene 75 mg che ho sospesi a settembre mentre
continuo con eparina 0.3. Secondo lei c’è speranza di andare oltre o mi può
accadere di nuovo la stessa cosa ? Oppure ce il rischio che si rompa l’utero? Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, cerco di risponderle come si suol dire in scienza e coscienza.
Come lei teme, in effetti, è possibile che la complicanza che si è verificata nelle due precedenti gravidanze (il distacco di placenta) si ripresenti in quella attuale.
Presumo che siano stati effettuati nei 2 parti precedenti gli accertamenti previsti sulla placenta, che lei non sia risultata portatrice di difetti della coagulazione nello screening trombofilico e quindi che la profilassi con Clexane sia fatta solo sulla base della sua storia ostetrica pregressa, dico bene?
Immagino che il ginecologo le abbia suggerito di stare a riposo e condivido questa indicazione che però vorrei puntualizzare.
Per una mamma il termine “riposo” è sempre molto relativo…ma siccome in gravidanza se sgarriamo il corpo si fa sentire subito con mal di schiena o dolori al basso ventre simili al ciclo mestruale, direi che ogni mamma trova il suo standard di riposo abbastanza facilmente.
Inoltre, visto che lei ha avuto già due parti prematuri, sarei dell’idea di eseguire durante l’attuale gravidanza dei tamponi vaginali ed eventualmente cervicali per escludere la presenza di infezioni in quelle sedi e, se invece risultassero positivi, effettuare la terapia antibiotica specifica.
Quanto alla rottura dell’utero, è una (per fortuna rara!) complicanza possibile in pazienti già sottoposte a taglio cesareo che vadano incontro ad un travaglio di parto. Avendo lei già subito due interventi di taglio cesareo, non risulta più ammissibile al cosiddetto travaglio di prova e quindi anche la possibilità di rottura dell’utero è veramente molto limitata, soprattutto se lei cerca di contenere gli sforzi fisici stando appunto a riposo.
Immagino infine che il ginecologo curante le abbia misurato la lunghezza del collo dell’utero (cervicometria) con l’ecografia e, sulla base del valore ottenuto, le abbia dato indicazioni sia in merito al riposo che all’utilità di effettuare i tamponi cervicali.
Sono a sua disposizione se desidera, cordialmente.

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