Disturbi dell’umore e psicofarmaci che non danno risultato

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 04/03/2025 Aggiornato il 26/02/2026

Ci sono casi in cui i farmaci da soli non possono bastare per risolvere un disturbo dell'umore, ma richiedono di essere associati alla psicoterapia.

Una domanda di: Irene
Le scrivo per avere un suo parere su un momento della mia vita che non so più come affrontare. Soffro da circa 20 anni di disturbo ossessivo, disturbo d'ansia generalizzato e depressione secondaria. Fino ad ora ha prevalso il doc nel corso degli anni e sono riuscita a gestirlo grazie al supporto farmacologico (tranne in gravidanza in cui è diventato ingravescente a causa della sospensione della terapia). Dopo la nascita di mio figlio mi sono separata da mio marito e, dopo un anno, del tutto inaspettatamente, mi sono
letteralmente innamorata. Da circa un anno e 4 mesi ho una relazione che mi ha reso felice, nonostante siano aumentate le ossessioni, e ho dovuto ricorrere ad una terapia più strong. Da dicembre a questa parte c'è stata una escalation: ho iniziato con l'aumento delle ossessioni (cosa che accade sempre a dicembre e in agosto), poi improvvisamente sono scomparse e non essendo abituata alla loro assenza ho iniziato a sviluppare crisi di ansia molto forti (la prima in presenza del mio attuale compagno). Ho iniziato ad
avere paura che si ripresentasse di in sua compagnia, e così effettivamente è stato. Cercando di trovare una ratio a questo malessere ho ripescato la mia ultima ossessione riguardante il timore che il mio compagno non accettasse mio figlio (qualche volta è capitato che durante una crisi di nervi di mio figlio abbia preferito andarsene e ci sono rimasta molto delusa). Abbiamo discusso nuovamente di questa mia fissazione ma ho continuato ad avere crisi di ansia. Il mio precedente psichiatra mi ha diagnosticato una depressione e
mi ha prescritto, oltre al Fevarin (250 mg due) anche il Cymbalta 60. Purtroppo, dopo settimane, non ho riscontrato alcun beneficio. Mi sono rivolta ad un altro psichiatra il quale mi ha tolto Cymbalta e mi ha inserito l'amitriptilina da 10, che dovrebbe fare effetto dopo pochi giorni. Continuo a non avere benefici, ho ansia, colite spastica, gastrite e umore depresso. Ho perso piacere e interesse anche per la mia relazione e per mio figlio (che non riesco più a gestire e ho abbondantemente affidato ai miei genitori). Vorrei capire cosa pensa di questa situazione, se questa depressione sia endogena o reattiva e se pensa che uscirò fuori da questo tunnel, magari aumentando la terapia su prescrizione del mio psichiatra. La ringrazio anticipatamente.
Saluti.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara signora,
prima di tutto mi chiedo se lei abbia effettuato gli esami del sangue comprensivi del dosaggio degli ormoni tiroidei, per escludere con sicurezza che vi sia un legame tra i sintomi che lei manifesta e un problema organico. Detto questo, a mio parere con i soli farmaci credo che sarà per lei estremamente difficile uscire da questa situazione. Secondo me, avrebbe assoluto bisogno di iniziare un percorso psicoterapeutico, scegliendo l'approccio cognitivo comportamentale. Le medicine specialmente in casi come il suo vanno infatti sempre associate anche alla psicoterapia perché è grazie a questo abbinamento che diventa possibile controllare efficacemente il disturbo dell'umore. Cordiali saluti.

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