Disturbi psichici in vista della PMA
A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria
Pubblicato il 12/05/2023
Aggiornato il 13/03/2026 Quando si sta per intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita è più che opportuno non trascurare eventuali problemi della sfera psichica e non solo ricorrendo a farmaci mirati, ma anche rivolgendosi alla psicoterapia. Molto spesso è solo l'associazione tra i due approcci che consente di stare davvero meglio.
Una domanda di: Angela
Salve dottoressa, le scrivo perché sono preoccupata e dubbiosa. Sto affrontando il percorso della PMA, sono alla mia terza, ma ho dovuto interrompere prima del transfer in quanto ho iniziato a soffrire di ansia e disturbo ossessivo compulsivo (da quando cerco la gravidanza è il terzo anno di fila che succede). Ora assumo Daparox da 30 e Xanax da 0.50 3 volte al giorno: sono farmaci che posso prendere in gravidanza? Dovrò abbassare immagino le dosi. Sto aspettando che sparisca questa ansia, ma sono 5 mesi che continua, il mio medico vorrebbe cambiare farmaco, ma ho paura degli effetti. Ho bisogno di essere tranquillizzata perché è una cosa che mi fa tanto soffrire. Grazie, cordiali saluti.

Angela Raimo
Cara signora, ci sono psicofarmaci che si possono prendere in gravidanza e la paroxetina (Daparox) è uno di questi. Il dosaggio deve essere quello minimo che però assicura il beneficio: questo significa che in nessun caso si deve diminuire la dose in maniera arbitraria, né è opportuno sottodosare il farmaco, col rischio di non ottenere più l’effetto voluto. In generale (cioè come indicazione di massima che non può valere nel singolo particolare caso) in gravidanza la paroxetina può essere assunta nella dose di 20-40 mg al giorno. Per quanto riguarda invece gli ansiolitici, cioè le benzodiazepine (il Xanax nel suo caso) non danneggiano il bambino in utero, però possono provocargli dipendenza e, quindi, sintomi di astinenza dopo la nascita, tra cui irritabilità, disturbi del sonno, agitazione, vomito, diarrea. Per evitare un simile rischio si considera opportuno che la futura mamma ne sospenda l’uso, soprattutto dopo il secondo trimestre. Possono essere sostituiti con un altro farmaco ad azione ansiolitica: la Quetiapina. Tutto questo, ripeto, vale a titolo generale, ci tengo a sottolinearlo, io da remoto non posso certo suggerirle di assumere alcunché: è irrinunciabile che lei si affidi a uno psichiatra che, possibilmente, prenda le varie decisioni relative ai farmaci in accordo con il ginecologo curante. Il fai-da-te con gli psicofarmaci è sempre pericoloso, a maggior ragione in gravidanza. Da parte mia, mi sento di dirle che affiancherei comunque alla terapia farmacologica una psicoterapia: è importantissimo infatti che lei sia seguita anche da un punto di vista psicologico, perché i disturbi della sfera psichica molto difficilmente possono essere risolti solo con le medicine. Mi scriva ancora se lo desidera. Tanti cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
04/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Attribuire all'ansia la scelta di continuare a fumare in gravidanza è solo un alibi che non conviene utilizzare, se davvero sta a cuore la salute del proprio bambino. »
09/12/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo I disturbi dell'umore sono spesso assolutamente invalidanti per loro precisa caratteristica: non c'è da farsene una colpa, la volontà non c'entra e non basta certo a risolverli. »
05/08/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Se dopo la nascita del bambino (oltretutto desiderato e cercato) ci si sente tristissime, svuotate, si è alle prese con un'enorme sofferenza interiore e si ha l'impressione di non amare il proprio piccino, è necessario rivolgersi con tempestività a uno specialista: è probabile che si tratti della temibile... »
21/07/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Non è obbligatorio avere un'attività sessuale, quindi se non si è emotivamente pronte per affrontarla meglio evitare. »
03/07/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando le visite di controllo attestano che la gravidanza procede senza alcun prblema, ma nonostante questo si continua a temere che da un momento all'altro accada qualcosa di terribile può essere opportuno chiedere aiuto a uno specialista. »
Le domande della settimana
26/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
25/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
22/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
20/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti