DNA fetale o amniocentesi a 42 anni?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 20/09/2023 Aggiornato il 11/03/2026

Le linee guida europee, seguite anche in Italia, sono chiare: prima di pensare al DNA fetale o all'amniocentesi è indicato (e importantissimo) sottoporsi al test combinato o Bi-test.

Una domanda di: Valeria
Gentile Dottoressa, ho quasi 42 anni e sono rimasta incinta in maniera naturale. Attualmente sono alla nona settimana + 5 giorni. Ho un fratellastro con delezione del braccio corto del cromosoma 18 ma i genetisti mi dicono che è “ex novo” e non ereditaria. Io comunque ero intenzionata a fare la amniocentesi super approfondita (privata) ma sia la ginecologa che mio marito mi suggeriscono il DNA fetale. Potendo farei entrambi, ma il test del sangue non è proprio economico. Sono tormentata, perché da una parte mi dicono di non assumermi rischi inutili ma dall’altra non sono del tutto convinta della validità di un test di screening. Spero tanto possa aiutarmi. Grazie in anticipo!

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora, una gravidanza spontanea a 42 anni, che sta evolvendo regolarmente, è un dono prezioso. Non bisogna però sottovalutare i rischi naturali che, con una certa frequenza legata proprio all’età materna, si realizzano al concepimento. È vero che la maggior parte degli errori cromosomici vengono “intercettati” e bloccati in modo naturale attraverso l’aborto spontaneo entro la 10^ settimana. Superata questa settimana, bisogna però rifare i conti e, piuttosto che scegliere una procedura rispetto ad un’altra, è doveroso chiedersi quale sia il percorso più appropriato da seguire per non sottovalutare il rischio, ma anche per non cadere in esami speculativi. Le linee guida europee ed italiane sono molto chiare: prima di pensare al DNA fetale o all’amniocentesi è indicato (e aggiungo importante) sottoporsi al test combinato o Bi-test. È il primo passaggio (non invasivo) che tra l’11^ e la 13^ settimana fornisce il livello di probabilità che la può orientare per i passi successivi. Non perda assolutamente questa possibilità. Infatti se il Bi-test rivelasse un alto rischio di anomalie, da qualsiasi ginecologo competente verrebbe indirizzata subito alla procedura invasiva per ottenere una diagnosi definitiva. Qualora, invece, come le auguro fin d’ora, venisse identificato un basso rischio potrebbe decidere di astenersi dalla procedura invasiva e utilizzare il test del DNA fetale come ulteriore screening probabilistico che però è molto attendibile solo per la trisomia 21. Qui inserisco una mia annotazione: nonostante i depliant allettanti di alcune aziende, l’attendibilità del DNA fetale definito “esteso”, “completo” e così via, ha un’attendibilità piuttosto bassa. E il prezzo alto non è assolutamente giustificato in base al reale potere di diagnosi. Purtroppo in Italia il marketing non è regolamentato e le aziende fanno a gara per catturare le gestanti. Paradossalmente più ampia è la promessa, più scarsa è l’attendibilità. I motivi sono diversi, tutti scientificamente dimostrati ma non esposti nei siti consultati dai privati. L’amniocentesi o la villocentesi sono procedure invasive che oggi spaventano molto e lo capisco benissimo. Ma permettano indagini più ampie e definitive di tutti i DNA fetale messi insieme! Una volta bastava l’età per decidere senza indugio di sottoporsi alla procedura invasiva. Giustamente, oggi viene riservata alle mamme con test combinato ad alto rischio. Oppure a coloro che, per libera scelta chiedono di poterla eseguire. Gratuitamente vista l’età, presso un buon ospedale. Concludo precisando che l’anomalia cromosomica che si è manifestata nella sua famiglia è frutto di un errore casuale, che non influenza le vostre probabilità. Sarebbe stata identificata con certezza da un’amniocentesi ma non sarebbe stata identificata dal test del DNA fetale. Solo per farle un esempio. Se vuole, mi tenga aggiornata. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bitest con esito buono: fare o non fare il NIPT?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

Il NIPT (Non Invasive Prenatal Test), che consiste nell'analisi del DNA del feto individuato nel sangue della madre, pur essendo un test di screening ha un'affidabilità molto alta, quindi effettuarlo può offrire informazioni sulla salute del bambino ancora più precise del bitest.  »

Rischio medio emerso dal test combinato: perché viene richiesto un altro esame?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Laura Trespidi

Un rischio intermedio richiede un'indagine di approfondimento per escludere la trisomia 21 (sindrome di Down).   »

Bi-test e dubbi sui risultati

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

Il bi-test può fornire risultati tranquillizzanti, tuttavia va sempre ricordato che è un test di screening con un margine di errore di circa il 5 per cento.   »

Risultati del bi-test poco rassicuranti: si può ancora sperare che il bambino non abbia problemi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

I risultati del Bi-test hanno un valore "predittivo" cioè non sono veritieri assolutamente, ma solo "probabilmente". Per questa ragione quando esprimono la possibilità che nel bambino ci sia qualcosa che non va diventa opportuno effettuare altre indagini.   »

Bi-test: si può interpretare se mancano i dati del prelievo ematico?

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Eleonora Porcu

Il Bi-test per sua precisa caratteristica dà informazioni solo se viene fatto in modo completo ed è possibile valutare tutti i risultati.   »

Le domande della settimana

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti