Dolce attesa dopo i 35 anni: quali esami?

Professor Giovanni Porta A cura di Giovanni Porta - Professore specialista in Genetica clinica Pubblicato il 28/04/2018 Aggiornato il 10/06/2026

Dopo i 35 anni di età è consigliabile effettuare o l'amniocentesi o la villocentesi, che sono le uniche due indagini che escludono con certezza la presenza di anomalie cromosomiche del bambino.

Una domanda di: Elisa
Ho 41 anni e sono di 7 settimane, mi sto informando per capire quali accertamenti farò tra la villocentesi, amniocentesi o test di screening del dna (harmony, neobona…): alla mia età sono consigliati entrambi o con un test posso stare serena? Grazie

Giovanni Porta
Giovanni Porta

Cara Elisa,
quando l’età della futura mamma supera i 35 anni è consigliato eseguire, oltre ai regolari controlli ecografici e biochimici (esami del sangue), una diagnosi prenatale tramite villocentesi o amniocentesi per escludere con certezza la presenza di anomalie cromosomiche nel feto, che si verificano con maggior frequenza con l’aumentare dell’età materna. La villocentesi si esegue attorno a 10 settimane di gravidanza, l’amniocentesi attorno a 15 settimane. Entrambe le tecniche presentano un piccolo rischio di perdita fetale causata dal prelievo, rischio attorno all’1% per la villocentesi e allo 0,5% per l’amniocentesi. Il test del DNA fetale su sangue materno è un test di screening e pertanto non fornisce una diagnosi certa, ma una probabilità di rischio che il feto sia affetto da una delle principali anomalie cromosomiche. Un risultato a basso rischio non esclude al 100% un’anomalia cromosomica fetale, mentre un risultato ad alto rischio deve sempre essere confermato tramite amniocentesi.
La villocentesi e l’amniocentesi sono offerte dal Sistema Sanitario Nazionale a tutte le donne sopra i 35 anni, mentre il test del DNA fetale su sangue materno è a oggi eseguibile solo privatamente
Per chiarire tutti i suoi dubbi e valutare eventuali rischi specifici, può effettuare una consulenza genetica prenatale.
Restiamo a disposizione per eventuali ulteriori domande.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Test prenatale non invasivo (NIPT): farlo o no se il bitest ha espresso un “basso rischio”?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Alessandro Bulfoni 

La scelta di eseguire il NIPT è esclusivamente della futura mamma. Per quanto riguarda le indicazioni circa le indagini prenatali opportune sono legate all'età della donna.   »

Sindrome del gemello scomparso: si può fare il test del DNA fetale?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

Il test del DNA fetale può essere fatto anche nel caso di una gravidanza gemellare in cui si interrompe lo sviluppo di uno dei due embrioni.  »

Risultati del bi-test poco rassicuranti: si può ancora sperare che il bambino non abbia problemi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

I risultati del Bi-test hanno un valore "predittivo" cioè non sono veritieri assolutamente, ma solo "probabilmente". Per questa ragione quando esprimono la possibilità che nel bambino ci sia qualcosa che non va diventa opportuno effettuare altre indagini.   »

A 35 anni conviene fare l’amniocentesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

Prima di effettuare l'amniocentesi, che pure a partire dai 35 anni della donna viene erogata gratuitamente dall'SSN, ci si può sottoporre a indagini non invasive: al test del DNA fetale presente nel sangue della madre e alla translucenza nucale.   »

Bi-test positivo e DNA fetale negativo: fare o no l’amniocentesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

La decisione di indagare attraverso l'amniocentesi sulla salute del feto, per escludere con sicurezza la presenza di anomalie, spetta esclusivamente alla coppia di genitori. Il ginecologo di fiducia così come il genetista possono essere solo di supporto nella scelta, fornendo informazioni corrette.   »

Le domande della settimana

Si può andare in montagna col pancione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Durante la gravidanza, l'altitudine ideale per chi sceglie una vacanza in montagna è intorno ai 1000 metri e non superiore ai 1500.   »

Problemi con un piercing: ci sono rischi per la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza.   »

Possono arrivare le mestruazioni a tre mesi dal parto mentre si allatta?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali).  »

Il bambino starnutisce appena si trova sotto il sole: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare.   »

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

Fai la tua domanda agli specialisti