Dolore pelvico e mestruazioni che non arrivano
Ci sono quadri clinici che suggeriscono la presenza di un cosiddetto "corpo luteo emorragico": spetta al ginecologo curante verificare o escludere questa possibile eventualità.
Una domanda di: Ylenia
Sono una ragazza di 22 anni, che ha dolore pelvico destro molto accentuato, parto col dirle che l’ultima mestruazione è arrivata il 23 gennaio, per questo infatti il 13 marzo mi sono recata dalla mia ginecologa per fare una visita e mi ha detto che il ciclo sarebbe arrivato a giorni, infatti qualche giorno dopo ho cominciato ad accusare dolore molto forte a tutto il basso addome con l’impossibilità di andare in bagno.
Sono andata in ospedale e hanno trovato una falda fluida nel Douglas a cui non hanno dato molto peso dicendo che poteva essere appendicite.
Comunque a distanza di quasi due settimane io accuso ancora il dolore anche se prendendo un antibiotico è diminuito ma si concentra sempre sulla parte destra bassa e ancora nessuno mi ha saputo dire cosa potrebbe essere. Anche nelle altre visite nessuno si è molto curato di questo liquido e le mestruazioni ancora non sono arrivate, ovviamente è esclusa la gravidanza .

Augusto Enrico Semprini
Cara Ylenia,
il quadro che lei riferisce sembra quello di un corpo luteo emorragico. È una situazione che si risolve spontaneamente, dovuta a un eccessivo sanguinamento ovarico post ovulatorio. È un riscontro non infrequente perché deve sapere che il follicolo maturo che scoppia e libera l’ovocita ha un diametro di circa 22mm, fra un terzo e la metà dell’ intero volume ovarico. È quindi facile intuire che un piccolo sanguinamento è consono con lo scoppio del follicolo e che qualche volta la raccolta di sangue possa essere riscontrata anche dall’ ecografia. Se la mia ipotesi è corretta questo spiega anche questa irregolarità e la invito ad escludere la concomitanza di una infezione del tratto genitale che può aumentare la possibilità di corpi lutei emorragici. Con queste informazioni è in grado di comprendere il disturbo che ha sofferto e verificarlo con i suoi curanti.
Un caro saluto.
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