Doloretti alle ovaie: sono incinta?

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Dottor Claudio Ivan Brambilla Pubblicato il 21/10/2019 Aggiornato il 21/10/2019

La comparsa di fitte alle ovaie non può essere interpretata come espressione certa di una gravidanza iniziale. Allo stesso tempo, però, non la esclude.

Una domanda di: Dora
Salve, io cerco di rimanere incinta da circa 3 mesi, ma niente, non capisco se ovulo o no. Ho avuto l’ultimo ciclo il 6 ottobre, l’ultimo giorno di ciclo ho avuto rapporto con mio marito e a da due giorni che ho dolore alle ovaie, cosa può significare?
Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

Gentile signora,
le fitte dolorose alle ovaie non sono sicuramente riconducibili all’inizio di una gravidanza, quindi non posso darle la risposta in cui lei spera e cioè che siano il segnale che il concepimento sia avvenuto grazie al rapporto che lei riferisce. Allo stesso tempo però non si può neppure escludere la gravidanza, per accertare la quale c’è un metodo realmente sicuro che fornisce un risultato inequivocabile: il test di gravidanza, da effettuare sulle urine. Si può eseguire già dal primo giorno di eventuale ritardo delle mestruazioni, quindi occorre che lei pazienti ancora un pochino. Per il resto, tre mesi di tentativi non sono molti, lei non mi dice quanti anni ha tuttavia tenga presente che anche tra i 20 e i 30 anni, che rappresentano l’età biologica migliore per concepire, ci possono volere più di tre mesi per raggiungere l’obiettivo. In ogni caso, se la coppia è giovane si consiglia di attendere almeno un anno prima di rivolgersi a un centro per la diagnosi e la cura dell’infertilità, allo scopo di capire, attraverso una serie di indagini, la ragione per la quale la gravidanza non si annuncia. Diverso è invece il caso delle donne mature: è ovvio infatti che dopo una certa età se si decide di avere un figlio che dopo qualche mese non si annuncia conviene non aspettare troppo prima di consultare uno specialista. Per quanto riguarda l’ovulazione, si riconosce dalla presenza del muco fertile, una secrezione trasparente, simile alla chiara d’uovo, che l’organismo della donna produce allo scopo di favorire la risalita degli spermatozoi nelle tube, dove avviene il concepimento. In generale, le consiglio di scacciare ogni ansia perché la paura di non farcela a dare inizio a una gravidanza può generare uno stress così forte da trasformarsi, paradossalmente, in uno ostacolo alla possibilità di rimanere incinta. Le ricordo di assumere da adesso, per tutto il periodo della ricerca della gravidanza e fino ad almeno la 12ma settimana di gestazione l’acido folico, prezioso per prevenire un’importante malformazione del feto, la spina bifida. La dose raccomadata in generale, salvo diversa prescrizione del ginecologo curante, è di 1 compressa da 400 mcg al giorno, meglio se assunta lontano da tè e latticini. Per finire, se il dolore alle ovaie dovesse continuare e il test di gravidanza dovesse dare risultato negativo è opportuno che lei si sottoponga a un controllo dal ginecologo. Con cordialità.

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