Il dolore è sempre un campanello d'allarme che deve suggerire di cercarne l'origine. Per farlo non si può tirare a indovinare, ma occorre effettuare controlli mirati.
Una domanda di: Chiara Sono una donna di 37 anni, madre di due bimbi di 4 anni e 20 mesi. Al momento non ho ancora avuto il capo parto (allatto al seno mia figlia almeno 6-7 volte nelle 24h ). La stessa cosa mi era capitata con mio figlio maggiore, il ciclo tornò 21 mesi dopo il parto. Sei mesi fa ho fatto una visita ginecologa di controllo con ecografia transvaginale da cui è risultato tutto nella norma. Le scrivo per chiedere un consiglio riguardo la mia salute. Nelle ultime settimane sto avendo dei dolori al basso ventre che, a volte, ricordano i dolori mestruali però molto più leggeri. In una occasione ho notato anche una sensazione di “pesantezza” vaginale e leggero bruciore durante la menzione. Entrambe le problematiche sono sparite da sole nel giro di un paio di giorni mentre il fastidio albasso ventre è rimasto. Normalmente eseguo una visita ginecologa con scadenza annuale però mi chiedevo se non fosse il caso di anticiparla, sono una persona ansiosa e sto già pensando di avere una grave malattia. La ringrazio per l’attenzione. Un saluto cordiale.
Francesco De Seta
Buongiorno signora, i dolori pelvici possono essere di diversa natura: ginecologica, intestinale, vescicale, muscolare e così via. Talora la diagnosi è complessa per la similitudine dei sintomi a partenza dai diversi organi: tensione, senso di pesantezza, dolori persistenti. Io credo che, se la sintomatologia urinaria è passata, ma persistono questi dolori, potrebbe essere indicato anticipare la solita visita di controllo così da capirne la natura e scegliere la terapia adatta. Nel frattempo mi raccomando con alimentazione, idratazione, regolarità dell’intestino e, soprattutto, limitiamo l’ansia foriera sempre di somatizzazione del dolore. Cordialmente.
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Per capire la ragione di un ritardo mestruale non dovuto a una gravidanza è opportuno effettuare alcuni esami ormonali che spetta al ginecologo prescrivere. »
Dopo un parto, l’allattamento, anche se non esclusivo, può inibire l’ovulazione tramite la prolattina. Mentre in assenza di allattamento, l'attività ovarica potrebbe riprendere prima, anche se va messo in conto che comunque il ciclo può continuare per un po' a non essere regolare. »
Fino a quando si allatta esclusivamente al seno è possibile che le mestruazioni non ritornino senza che questo sia il sgenale di qualcosa che non va. La possibilità di rimanere incinta sussista comunque. »
Dopo il parto, si può concepire anche prima di avere conferma, attraverso l'arrivo della mestruazione, della ripresa dell'attività ovarica. Basta avere rapporti sessuali con una certa regolarità. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Proporre le verdure insieme al pesce è un’ottima abitudine. Le verdure completano il profilo nutrizionale della pappa, in più aiutano ad accettare il sapore del pesce grazie alla loro naturale dolcezza. »
Le possibili ragioni di un'irregolarità mestruale sono numerose: per individuare quale tra queste è responsabile di un ritardo serve un controllo ginecologico ed eventualmente i dosaggi ormonali che si effettuano con lo specifico esame del sangue. »