Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 30/11/2022
Aggiornato il 19/03/2026 Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.
Una domanda di: Mary
Salve dottoressa. Sono una ragazza di 33 anni non ancora mamma, ma vorrei esserlo un giorno. Il mio gruppo sanguigno è rh negativo, il mio partner è positivo, potrebbero esserci complicanze un domani? Molti anni fa ho avuto un aborto volontario, vagamente ricordo che mi dissero di fare delle punture per evitare rischi. Io non ricordo di aver fatto queste punture. Devo riferire tutto questo alla mia futura ginecologa? Oppure posso stare tranquilla e lasciare il passato alle spalle? Non vorrei lo venisse a sapere il mio compagno. Ho bisogno di un consiglio. Grazie se mi risponderà ❤️

Elisa Valmori
Salve cara signora, ho riflettuto un po’ su come rispondere al meglio alla sua domanda. Esiste un test che può rilevare se lei abbia sviluppato o meno degli anticorpi contro il fattore Rh in conseguenza dell’aborto pregresso. L’esame si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue. Inoltre, dato che in futuro lei desidera diventare mamma, le segnalo che potrebbe chiedere al medico di base o alla sua ginecologa di prescriverle gli esami preconcezionali tra cui è compreso anche questo test di Coombs indiretto e che hanno il vantaggio di poter essere effettuati gratuitamesiste un esame che permette di appurare ente per lei e il partner apponendo l’esenzione M00. Se il test di Coombs risulterà negativo, vorrà dire che lei non ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh espresso sui globuli rossi di chi ha invece il gruppo positivo. In caso di gravidanza, sarà importante controllare mensilmente questo test di Coombs appunto per monitorare l’assenza di anticorpi e proprio per evitare che lei possa sensibilizzarsi, dovrà effettuare l’immunoprofilassi sia in gravidanza che al parto (a meno che il figlio nasca con gruppo negativo come lei). Mi lascia perplessa che lei desideri celare questa vicenda al suo compagno. Capisco che lei voglia voltare pagina e non pensarci più ma…non sarebbe preferibile potersi confidare a 360° con il compagno della propria vita? Mi scusi se mi sono permessa questa osservazione ma credo sia il presupposto di un legame autentico e duraturo, a cui di certo anche lei aspira. Cordialmente.
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