I rischi legati a un terzo cesareo, che si affronta dopo due cesarei impegnativi, esistono, tuttavia solo la coppia può decidere se correrli o no, mentre ai medici spetta eventualmente indicare come limitarli al massimo.
Una domanda di: Claudia Ho avuto due gravidanze, entrambe con cesareo d’urgenza. Il primo cesareo mi ha praticamente formato aderenze in ogni dove, causando così un secondo cesareo complicato. Se volessi una terza gravidanza, sarebbe possibile? Pareri contrastanti ci sono stati in questo periodo. Si dice essere molto pericoloso in quanto lo è stato già il secondo cesareo… Per il terzo sarebbe tragico? La ringrazio.
Elisa Valmori
Salve cara signora, non mi ha illustrato bene come mai entrambi i cesarei siano stati in urgenza e in che termini il suo secondo cesareo sia stato complicato. Immagino che a causa di numerose aderenze l’intervento sia stato lungo e parecchio impegnativo per gli operatori coinvolti.
Spero lei non abbia avuto bisogno di trasfusioni di sangue o di essere rioperata per emorragie post-intervento…
Le complicanze in ostetricia sono sempre possibili, anche per chi partorisce per via naturale, la buona notizia è che siamo in un Paese dove fortunatamente la mortalità materno-infantile al parto è bassissima in confronto ad altre parti del pianeta.
Spero di non sembrare inopportuna a parlare di morte quando si sogna di dare la vita ad un nuovo figlio.
Certo è vero che la parola stessa “dare la vita” ha un significato potenziale di perderla…
Detto questo, ritengo che la decisione di intraprendere una terza gravidanza o meno, spetti soltanto a lei e al suo compagno, non ai medici che sono chiamati a prendersi cura di lei una volta incinta (mi sembra evidente il conflitto di interessi: è una fatica e una responsabilità non da poco…se tutto va bene siamo tutti contenti, se le cose non vanno come sperato chi deve risponderne?).
Sarà importante distanziare il prossimo cesareo di almeno un paio di anni, per consentire alla cicatrice sull’utero di rimarginarsi completamente.
Sarà possibile, una volta incinta, mantenere l’utero a riposo eventualmente utilizzando dei farmaci specifici (ad esempio integratori di magnesio oppure ovuli di progesterone).
Sarà importante che lei non si sottoponga a sforzi eccessivi durante la prossima gravidanza (quindi avere chi possa aiutarla nella cura della casa e dei figli)
In caso lei dovesse sviluppare in futuro dei sintomi suggestivi per sindrome aderenziale, esiste la possibilità di “sciogliere” le aderenze effettuando una laparoscopia esplorativa. Speriamo non ce ne sia bisogno, naturalmente!
Spero di averla aiutata per poter decidere in modo più consapevole se intraprendere o meno una nuova gravidanza.
Per esperienza (sono mamma di sei bambini) posso dire che la Natura regala energie giuste, proporzionalmente al numero di figli.
Cordialmente.
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