A cura di “La Redazione”Pubblicato il 10/01/2018Aggiornato il 17/02/2025
E' una buona idea rimandare lo svezzamento a dopo un viaggio, continuando con l'allattamento al seno per tutta la durata del soggiorno all'estero.
Una domanda di: Dora Mia figlia farà 6 mesi il 21 Gennaio. Partiamo per Dubai in vacanza dal 15 al 21 e rientrerò al lavoro il 7 Febbraio, quindi abbiamo concordato con la pediatra di iniziare svezzamento il 22 gennaio. Intanto alle 10 e alle 16 le do metà vasetto di omogeneizzato alla frutta e alle 16 o la sera provo a farle apprezzare il biberon con il mio latte in quanto fino ad ora l’ho sempre allattata al seno la piccola risponde bene per entrambi ma come posso fare per sapere quanto latte tirato bisogna darle ? O meglio io non so quanto latte mangi a pasto..cosa consiglia per il mio viaggio come devo comportarmi per una corretta alimentazione per la mia piccola? Grazie mille
Alessandra Bosetti
Cara mamma, i bambini si regolano da soli (e in maniera perfetta) quando sono allattati al seno, pertanto non esiste una indicazione assoluta sulla giusta quantità di latte adeguata per tutti. In generale, la quantità di latte che un bambino non ancora svezzato dovrebbe assumere nelle 24 ore si ricava dividendo per dieci il suo peso in grammi e aggiungendo 250. Dunque, per fare un esempio, se la sua bambina pesa 8 chili, lei deve fare 8000 (grammi):10 + 250 = 1050. Questa quantità va divisa ovviamente per il numero delle poppate giornaliere. Tenga presente che i biberon con la loro capienza di 250 ml costituiscono già un suggerimento sulle quantità. Stia comunque tranquilla, non andrà incontro a problemi durante il viaggio, visto che ha scelto di proseguire tutto come a casa. Buon viaggio!
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se il bambino mangia la pappa non è opportuno dargli immediatamente dopo il biberon di latte, che costituisce un pasto vero e proprio da non sommare ad altri piatti. »
A volte, per risolvere il problema dei risvegli notturni per la poppata è sufficiente introdurre la seconda pappa a cena. A sei mesi, infatti, il bambino potrebbe reclamare il seno di notte solo perché ha fame. »
Se a una circonferenza cranica inferiore alla media non si associa alcun segnale preoccupante e, in più, la testina cresce a un ritmo regolare, si può pensare che si tratti non già di un'anomalia, ma di una caratteristica ereditaria. »
Quando si ha il sospetto che certi atteggiamenti del proprio bambino esprimano la presenza di un disturbo dello spettro autistico è bene innanzi tutto confrontarsi con il pediatra curante e poi, anche in base al suo parere, rivolgersi a un neuropsichiatra infantile. »
Non è corretto definire "a rischio" una gravidanza in cui l'ecografia individua un modesto mancato accollamento (non è associato a perdite), ma non lo è neppure trascurare quanto rilevato. »
Assumere del salmone avariato può esporre a conseguenze anche molto serie, tuttavia è realmente difficile non accorgersi dell'alterazione perché il pesce andato a male ha sia l'aspetto sia il sapore significativamente alterati. »
Quando la gravidanza arriva a un'epoca in cui è individuabile con l'ecografia, il monitoraggio del valore delle beta non ha più grande significato. Sono le informazioni che raccoglie l'ecografo a stabilire cosa sta accadendo. »
A quattro anni non desta preoccupazione il fatto che una bambina bagni ancora il letto di notte: le strategie da adottare sono varie e tra queste è particolarmente importante non esprimere giudizi che possano mortificarla. »