Dubbi dopo il bi-test

Dottoressa Elsa Viora A cura di Elsa Viora - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 28/02/2022 Aggiornato il 28/02/2022

La certezza che il feto non sia affetto da trisomia 21 si può avere solo effettuando o l'amniocentesi o la villocentesi.

Una domanda di: Angela
Buongiorno Dottoressa,
ho effettuato il Bi test a 12 settimane + 3.
Questi sono i risultati:
Beta Hcg libera 2.38 MoM
PAPP-A 0. 739 MoM
TN 1. 70mm
CRL 60. 3 mm
Ho 33 anni, il rischio di T21 è passato da 1: 554 a 1: 880. Dall’ecografia
sembrava tutto a posto.
L’esito è comunque basso rischio, ho anche effettuato il test DNA fetale
che è risultato basso rischio (Harmony test con esito: meno di 1:10000 su
tutte le trisomie).
Nonostante tutto non sono tranquilla, soprattutto per il valore della beta
Hcg libera che mi sembra alto.
Come mai? Secondo lei posso stare tranquilla con l’esito del DNA fetale?
Grazie mille.

Elsa Viora
Elsa Viora

Gentile Agata,
come sa, per quanto riguarda la trisomia 21 il test del DNA fetale è in grado di identificare il 99% dei feti malati quindi in caso di esito con “basso rischio” il cosidetto “rischio residuo” è di 1 su 10.000. In pratica dopo un test del DNA fetale (fatto da Laboratorio accreditato, con frazione fetale adeguata) il rischio che il feto sia affetto da trisomia 21 è di 1 su 10.000, quindi molto molto basso. Purtroppo la certezza si ha solo facendo l’amniocentesi oppure il prelievo di villi coriali che permettono di prelevare delle cellule del feto e di studiare tutti i cromosomi. Il valore della beta-HCG è già incluso nel calcolo del rischio personalizzato che nel suo caso è risultato essere di 1 su 880.
Le ricordo che l’esito del test combinato deriva da un algoritmo che comprende diversi fattori (età materna, fumo/non fumo, misure del feto rilevate con l’ecografia, peso della donna, modalità in cui è insorta la gravidanza) ed il dato numerico del rischio, in questo caso 1 su 880, è derivato dall’elaborazione di tutti i dati
che la percentuale di test positivi è in funzione anche dell’età materna, maggiore è l’età materna maggiore è la percentuale di test positivi. Il test del DNA fetale deriva da un metodo completamente diverso, in quanto va ad analizzare dei frammenti di DNA che attraverso l’utero e la placenta sono passati nel sangue materno.
Spero di essere stata utile, anche se sono certa che il suo ginecologo le aveva già spiegato tutto questo. Con cordialità.

Cordiali saluti

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti