Dubbi dopo l’ecografia di controllo

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 29/10/2021 Aggiornato il 29/10/2021

Per sapere se quanto emerso dal primo controllo ecografico può essere espressione di una gravidanza non destinata a evolersi nel modo sperato, è necessario attendere il trascorrere dei giorni.

Una domanda di: Giulia
Buongiorno dottoressa, vorrei togliermi qualche dubbio.

In data odierna ho effettuato una ecografia per valutare il mio stato di

gravidanza che da calcolo doveva essere 7+5, ma durante la visita il

ginecologo mi dice che c’è distacco di placenta e che potrei essere indietro

rispetto a quella datazione.

In effetti il mese di settembre il mio ciclo è durato quasi 10 giorni

anziché 4/5 come di solito succede.

Ho partorito 7 mesi fa e prima ancora ho avuto un aborto quindi ho un po’

paura….

Mi ha dato la cura di progesterone e a quanto leggo succede spesso questo

distacco.

Le allego l’eco così magari può rincuorarmi.

Grazie in anticipo.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, direi che lei ha davvero una bella grinta!
Ha partorito soltanto 7 mesi fa e non solo il suo ciclo è già tornato regolare, ma è nuovamente incinta!
Direi che devo davvero farvi i complimenti per la fertilità di coppia.
Dall’ecografia che mi ha allegato risulta un embrione con un CRL (Crown rump lenght ossia la lunghezza cranio-caudale cioè dalla testa al sederino) corrispondente a 6+4 settimane invece che a 7+5 come atteso in base all’ultima mestruazione (LMP in inglese, sta per last menstruation period).
Questa discrepanza potrebbe farci temere che la gravidanza attuale non stia evolvendo come atteso, ma visto quanto mi ha scritto riguardo il suo ultimo ciclo che si era trascinato più a lungo del solito, sarei invece propensa a ritenere che ci sia stato un ritardo effettivo nel concepimento di questo bimbo/a (a mio avviso verso il 24 settembre) e che la gravidanza stia ora evolvendo regolarmente.
Anche il tema del “distacco” quando si esegue così precocemente l’ecografia di datazione, va preso un po’ con le pinze o con il beneficio del dubbio.
A mio parere, sarebbe più prudente parlare di “mancato accollamento” invece che di distacco vero e proprio, soprattutto in assenza di altri sintomi clinici che facciano pensare ad una minaccia di aborto (caratterizzata dalla presenza di dolori pelvici associati o meno alle perdite ematiche vaginali).
La placenta inizia a formarsi quando l’embrione si impianta nell’utero (terza settimana contando dall’ultima mestruazione) e prosegue almeno fino alla 24° settimana di gravidanza…è un processo molto lungo e articolato!
La “cura” del mancato accollamento potrebbe anche essere soltanto il riposo (relativo, non certo riposo assoluto a letto, ci mancherebbe!) ma tenendo presente che lei è mamma di un bimbo ancora piccolo, sembra prudente anche a me ricorrere al sostegno farmacologico con progesterone per evitare che l’utero tenda a contrarsi e, quindi, favorire ed accorciare i tempi di accollamento della placenta stessa.
Le ricordo di assumere acido folico 1 compressa al dì da 400 microgrammi (se possibile lontana da the e latticini) per almeno tutto il primo trimestre di gravidanza, come immagino le avrà raccomandato già il Curante ginecologo.
Spero di averla rincuorata, mi tenga aggiornata se desidera, cordialmente.

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