Dubbi dopo un’IVG farmacologica

Dottor Gaetano Perrini A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 26/12/2023 Aggiornato il 06/03/2026

In seguito alla procedura di interruzione farmacologica della gravidanza è normale che nell'utero rimangano per qualche tempo dei residui.

Una domanda di: Yuli
Salve dottore in data 20/11/23 ho effettuato la interruzione di una gravidanza tramite la pillola, sono stata due giorni in ospedale, come da procedura, poi mi hanno fatto un controllo prima di dimettermi mi hanno detto che era tutto nella norma. Dopo 15 giorni mi hanno fatto una visita di controllo e dall’ecografia è risultato che nell’utero c’è presenza di materiale disomogeneo vascolarizzato di spessore 23 mm: come è possibile? Cosa dovrei fare ?

Dottor Gaetano Perrini
Dottor Gaetano Perrini

Buongiorno signora, come saprà sicuramente la procedura farmacologica non svuota la cavità dell’utero del suo contenuto ma interrompe la gravidanza e cerca di far uscire il contenuto con dei farmaci che hanno proprio questo scopo. Solitamente a distanza di qualche settimana con la nuova mestruazione l’utero si pulisce completamente e in genere, come immagino sia successo anche nel suo caso, viene suggerito di effettuare un controllo ecografico a distanza di tre settimane/ un mese preceduto da un dosaggio delle beta-hCG: questi controlli servono a verifiare che la procedura sia andata a buon fine. La differenza tra un’interruzione farmacologica e una chirurgica sta nel fatto nella prima la gravidanza viene spenta e si deve attendere l’espulsione del materiale, nella seconda c’è l’aspirazione diretta. Cordialmente.

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