Dubbi su questioni di tipo educativo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 09/04/2018 Aggiornato il 11/06/2026

Non occorre giocare in ogni momento col bambino, né parlargli continuamente, né evitargli qualunque minima frustrazione. Diversamente si rischia di non incoraggiarlo a raggiungere l'autonomia né abituarlo a tollerare lo stress, da cui di fatto non lo si può proteggere in assoluto e per sempre.

Una domanda di: Ilaria
Sono mamma di una splendida bambina di quasi 11 mesi di nome Laura. È nata senza induzione 3 settimane prima della data prevista, durante un ricovero prolungato in ospedale, necessario in quanto sono stata affetta da gestosi che è diventata preeclampsia negli ultimi giorni prima del parto. Fino al ricovero ho vissuto una bella gravidanza, stressante invece il ricovero. Laura è nata di 2.5 kg e 45 cm di lunghezza. Ho da subito praticato l’allattamento a richiesta che continuo tuttora parallelamente allo svezzamento iniziato a causa del reflusso diagnosticato dal 2° mese, al 5° mese. E’ sempre stata una bimba vivace e curiosa. Attualmente pesa 7.8 kg per 71 cm di statura. Non è una mangiona, ma quello che ultimamente mi impensierisce è la sua irrequietezza e i disturbi del sonno. Nell’ultimo periodo sono spuntati 4 dentini tutti insieme, quindi credo che questo incida, ma in generale sembra una bimba poco tranquilla. Mi spiego meglio: piange spesso appena fa qualcosa che non ama, come il cambio sul fasciatoio, stare senza giocare per più di un minuto. Io per ora sono a casa con lei e gioco letteralmente delle ore. Non sono una fan della tv che viene accesa giusto il tempo di un tg a pranzo, quando il papà fa pausa pranzo noi. Usciamo appena possibile e le parlo molto. Cerco insomma di intrattenerla in tutti i modi e non l’ho mai lasciata piangere. Sempre in braccio se lo richiedeva. Il problema è che da tre mesi a questa parte, sebbene abbia impostato anche una certa routine della nanna: bagnetto, pigiamino, coccole in penombra, poppata,lei si addormenta facilmente, ma si risveglia durante la notte anche ogni ora e mezza-due ore e si riaddormenta solo al seno in un minuto. Si mette seduta o in posizione da gattonamento e urta contro il paracolpi del lettino. Questo mi ha portata a metterla nel lettone con noi ma non è cambiato niente.
Ho provato, su consiglio del pediatra a darle melatonina ma niente da fare.
Mi chiedo se commettiamo qualche errore durante la giornata e come possiamo risolvere questo problema.
Grazie in anticipo.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
mi ha colpito il fatto che lei non faccia mai piangere la bambina. E perché mai? Se è vero, infatti, che è più che sbagliato lasciar piangere i bambini senza intervenire per tanti minuti è certo che evitare qualsiasi piccola frustrazione può essere controproducente, in quanto non consente di sviluppare la cosiddetta “resilienza”, che è la preziosa capacità di non soccombere allo stress. Inoltre, non è un bene giocare continuamente con la bambina: questo non le permette di sperimentare come dovrebbe, di misurarsi con le proprie abilità, che giorno dopo giorno aumentano. Una buona idea è invece quella di farla giocare da sola, mentre lei vigila con attenzione, ovviamente. Se Laura ama l’acqua cominci a farle bagnetti lunghi, con poca acqua e qualche giochino a disposizione (in particolare, dei bicchierini di plastica per fare i “travasi”, operazione che in genere piace moltissimo alla maggior parte dei bambini). Per non farla raffreddare le tenga addosso una maglietta, da togliere ovviamente al momento di lavarla. In generale, non occorre parlare a un bambino in continuazione, anche se è più che giusto (ci mancherebbe!) comunicare anche con le parole: come in tutte le cose la misura è l’ideale. Per quanto riguarda il sonno, direi che forse è meglio rimetterla nel lettino (nella vostra stanza, accanto al lettone): quando si sveglia, si sporga su di lei per consolarla, facendole sentire che lei c’è, ma bisognerebbe che non la prendesse in braccio per abituarla al fatto che di notte si rimane nel lettino, anche se la mamma c’è, è a “tiro di voce” ed è pronta ad accorrere per dare baci e carezze. Per quanto riguarda attaccarla al seno per farla riaddormentare, va da sé che implica di prenderla in braccio: sta a lei valutare qual è il rapporto tra pro e contro in questa modalità. In generale è d’obbligo armarsi di molta pazienza, perché è normale che ci siano periodi più critici degli altri … In relazione alla televisione, Laura è oggettivamente troppo piccola per poter apprezzare i programmi dedicati ai bambini, quindi fa benissimo a non proporgliela. Credo, infine, che accendere la televisione proprio durante il pranzo, quando c’è anche il papà, non sia una buona consuetudine un po’ per le notizie che trasmette il telegiornale (che è il programma che guardate), spesso terribili, un po’ perché l’occasione di stare voi tre assieme può essere molto più appagante se viene sfruttata per chiacchierare, ridere, raccontarsi cosa è accaduto durante la mattina. Naturalmente tutte le persone e tutte le coppie devono, però, sentirsi libere di fare come credono. Spero di esserle stata di aiuto. Mi tenga aggiornata. Con cordialità.

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