Dubbi sul comportamento di una bimba di 18 mesi
A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria
Pubblicato il 29/12/2023
Aggiornato il 06/03/2026 Solo le educatrici del nido e il pediatra di famiglia possono stabilire se determinati comportamenti assunti da un bambino potrebbero essere o no espressione di un problema, mentre "da remoto" è impossibile farlo, soprattutto se si tratta di atteggiamenti che, almeno per come vengono descritti, non destano particolare preoccupazione.
Una domanda di: Matilde
Buongiorno, io ho una bimba di 18 mesi, che comunica a modo suo. Dice pochissime parole tra le quali le classiche (mamma, papà, dai). Saluta con la manina su richiesta, batte le mani quando uno grida “brava amore”. Al nido sto riscontrando problemi, lei lo frequenta da 2 mesi non ha mai frequentato uno, e le insegnanti mi informano ogni giorno che i suoi comportamenti non sono normali per modo di dire nel senso che non risponde quando viene chiamata per il suo nome, ci sono volte in cui si mette a giocare da sola isolata da tutti, quando ha qualcosa in mano e la si toglie si butta per terra a piangere sbattendo i piedi contro il pavimento, queste cose le fa anche a casa, ora in queste feste natalizie, ho cercato di insegnarli di più, ad esempio ora se vuole mangiare o giocare con qualcosa lo mette davanti alle mie mani, ma non so se tutto questo può considerarsi un campanello di allarme? Inoltre ho notato che il suo sguardo rimane fissato/incantato quando accendo ogni tipo di luce, ho chiesto alla sua pediatra e la sua risposta è che ha un ritardo nello sviluppo ma che per lo spettro dell’autismo è ancora troppo piccola per scoprirlo e solo su richiesta dall’asilo mi ha fatto la richiesta per fare una visita con la neuropsichiatra infantile.

Angela Raimo
Gentile signora,
non ho ben chiaro che cosa mi stia chiedendo né quale risposta si attenda da me che non ho modo di visitare la bambina. I comportamenti che descrive – l’espressione incantata davanti alle luci che si accendono, giocare da sola, buttarsi a terra e battere i piedi quando le si toglie qualcosa (ma perché le portate via le cosa che ha in mano?) – non autorizzano certo diagnosi di ritardo né tanto meno suggeriscono la presenza di un disturbo dello spettro autistico. Però la sua pediatra un ritardo lo ha diagnosticato quindi non capisco perché abbia fatto richiesta di consulenza neuropsichiatrica infantile solo su sollecitazione dalle educatrici del nido. Mi permetta di dire che in tutto il racconto c’è qualcosa che non torna, come non è chiaro perché lei si stupisca che questa bambina “comunichi a modo suo”. Stiamo parlando di una piccina di 18 mesi! Leggendo quello che scrive, le cose di cui si meraviglia e sottolinea, sembra invece che lei si riferisca a una bambina molto più grande! Sinceramente non posso aiutarla, so troppo poco e ci sono troppe ombre in quanto riferisce, nel senso che niente mi mette nella condizione di comprendere come è veramente la situazione, quindi di escludere o confermare l’ipotesi che sua figlia sia interessata da un problema. Il mio consiglio a questo punto può solo essere quello di farla visitare dal neuropsichiatra infantile come le hanno suggerito figure che possono dare un giudio con vera cognizione di causa. Mi tenga aggiornata, se lo desidera. Cari saluti.
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