Dubbi sul ph vaginale

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 24/09/2020 Aggiornato il 15/04/2026

Anche un'alimentazione ad hoc, in cui non mancano yogurt e/o kefir, può essere benefica per l'ambiente vaginale.

Una domanda di: Chiara
Gentile Dottoressa,
ho un ph vaginale 6.0 con scarsa presenza di lattobacilli dovuta a Ureaplasma spp. (Carica 10000).
Prendo Femelle fermenti orali ma ho letto che la vitamina C è ideale per ristabilire il ph alterato e questo tramite ovuli come Norfem.
Potrebbero essere di aiuto?
Sono quasi certa che ristabilire il ph è il passo fondamentale, più di prendere antibiotici.
Grazie della risposta!

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, il tampone di cui mi ha riportato l’antibiogramma in realtà non parla di Ureaplasma ma di Streptococco Agalactiae, altro germe di riscontro molto comune in ambito vaginale anche in pazienti perfettamente asintomatiche.
Non so come mai lei abbia effettuato il tampone, se per dei sintomi o per altra indicazione ma sono d’accordo con lei che, più del trattamento antibiotico, possa avere senso cercare di ristabilire il normale ecosistema vaginale in termini non solo di pH ma soprattutto di flora batterica “buona”.
Il prodotto che mi ha citato per primo, Femelle, è proprio utile per colonizzare la vagina con batteri “buoni” in modo che questi ceppi abbiano numericamente il sopravvento su quelli patogeni (quali sono ad esempio lo Streptococco agalactiae oppure l’Ureaplasma).
I lattobacilli si nutrono del glicogeno contenuto nelle cellule vaginali desquamate e liberano acido lattico che a sua volta rende acido l’ambiente vaginale, rendendolo così ostile ai batteri patogeni.
Bisogna comunque ricordare che non solo i lattobacilli sono acido resistenti, ma anche altri germi come lo streptococco e l’Escherichia coli, che provengono dall’intestino e colonizzano spesso la vagina anche in assenza di sintomatologia.
Anche il secondo prodotto, Norfem, costituito da vitamina C ad alto dosaggio, agisce in maniera sinergica con il primo non solo abbassando il pH ma anche proteggendo l’epitelio vaginale dalle aggressioni dei microbi.
Sarei quindi dell’avviso di proseguire il trattamento con Femelle, eventualmente aggiungendo anche un ciclo di Norfem se non dovesse riscontrare un beneficio soltanto col primo prodotto entro 2-3 giorni di trattamento.
Siccome spesso questo tipo di “infezioni” vaginali tende a ripresentarsi, può valer la pena di curare anche la sua dieta cercando di mantenere l’intestino regolare, assumendo cibi integrali o ricchi di fibre e bevendo molti liquidi nel corso della giornata, e consumando con una certa regolarità dei prodotti contenenti probiotici (ad esempio yoghurt o kefir).
Spero di averla aiutata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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